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Aprirà a gennaio lo sportello di progettazione individualizzata sul “Durante Noi, Dopo di Noi”

Finalmente ci siamo: dopo un anno di lavoro, aprirà a gennaio lo sportello che si occuperà della progettazione in merito al cosiddetto “Durante Noi, Dopo di Noi”, ovvero di redigere progetti individuali che consentano di concretizzare l’accesso alle misure previste dalla legge 112/16 alle singole persone con disabilità e alle loro famiglie.

Nella sede di Anffas Torino verrà ospitato uno dei 35 sportelli che verranno aperti su tutto il territorio nazionale all’interno del progetto “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere” promosso da Anffas. Sono state formate due equipe che inizieranno a gennaio, come detto, con la stesura dei primi progetti.

Chi fosse interessato può scrivere alla mail segreteria@anffas.torino.it.

Riportiamo un esauriente articolo sull’argomento tratto dal sito www.vita.it.

“Liberi di scegliere… dove e con chi vivere”: è questo il titolo del nuovo progetto di Anffas, partito lo scorso settembre. Diciotto mesi per mettere in campo iniziative volte a fornire alle persone con disabilità e ai loro familiari accoglienza, supporto, formazione e informazione per dare concreta attuazione alla legge 112/16, conosciuta anche come legge sul “Durante Noi, Dopo di Noi”. È argomento per cui l’Associazione da sempre opera: già nel 1958, anno di fondazione di Anffas, i genitori delle persone con disabilità intellettive si chiedevano “chi si prenderà cura di mio figlio quando noi non ci saremo più?”. La presentazione ufficiale del progetto, finanziato dal Ministero del lavoro e politiche sociali per l’annualità 2018 a valere sul Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore di cui all’art.72 del decreto legislativo n.117/2017, si è svolta lo scorso 14 febbraio a Roma.

Con questa nuova iniziativa, Anffas vuole sperimentare percorsi di autonomia e vita indipendente tali da consentire un progressivo distacco, non in condizioni emergenziali, dalla famiglia di origine e favorendo allo stesso tempo il potenziamento della rete di infrastrutturazione sociale con il coinvolgimento di soggetti pubblici ed Enti del Terzo Settore. Alla base di “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere” vi è la chiara consapevolezza della necessità di sperimentare e rendere operativi nuovi strumenti e nuove competenze, professionalità e risorse per garantire un sostegno adeguato alle persone con disabilità nel momento in cui le loro famiglie non risultino più in grado di fornirlo, andando però a scardinare il sistema di standardizzazione del supporto in questione, a cui purtroppo ancora oggi le persone con disabilità sono sottoposte, e ripensando i sostegni a loro dedicati seguendo la variabilità e la complessità dei loro bisogni, e quindi in un’ottica di personalizzazione di progetti, risorse, interventi attivati e da attivare.

La L.112/16 è un tentativo concreto di risposta, ma ad oggi il sistema di presa in carico non garantisce ancora l’accesso. L’attuazione della L.112/16, infatti, sta evidenziando che la legge da sola, in assenza di adeguati strumenti e modelli da seguire, non è sufficiente a garantire le adeguate risposte attese, con conseguenti discriminazioni di varia natura. Per questo nasce il progetto di Anffas: per individuare innovativi strumenti, luoghi ed attori che possano integrarsi efficacemente, in ottica sinergica nel sistema esistente ed in modo sussidiario rispetto all’ente pubblico.

In particolare gli obiettivi del progetto sono:

  • sperimentare forme congiunte di organizzazione e funzionamento dei punti unici di accesso (PUA) per la realizzazione del Progetto di Vita di cui all’art. 14 della L.328/00
  • sperimentare la costituzione di sportelli (35 sportelli su tutto il territorio) per la progettazione individualizzata per il concreto accesso alle misure previste dalla L.112/16
  • coinvolgere persone con disabilità e famiglie (nello specifico, 350 persone con disabilità tra i 18 e i 64 anni e 700 genitori e familiari tra i 35 e gli 85 anni) in un percorso di empowerment e partecipazione attiva ai vari momenti della valutazione multidimensionale, della progettazione individualizzata e di implementazione dei diversi sostegni ed interventi unitamente ad operatori del settore pubblico e privato
  • formare i componenti delle Unità di Valutazione Multidimensionale (nello specifico professionisti, operatori e tecnici di età compresa tra i 20 e 67 anni) sull’utilizzo di sistemi avanzati e validati scientificamente in grado di realizzare la valutazione multidimensionale dei bisogni e degli esiti rispetto ai vari e diversi domini della Qualità della Vita
  • sperimentare forme integrate di costruzione e gestione del budget di progetto con connessa implementazione del case manager

Tra i risultati che il progetto si propone di raggiungere vi sono anche una raccolta sistematica nazionale sulle misure previste dalla Legge 112/16 (buone pratiche, pratiche promettenti, percorsi di emancipazione, autonomia e vita indipendente, ecc.), linee guida e manuali sull’implementazione della Legge 112/16 rivolti a operatori del settore e componenti delle equipe multidisciplinari, persone con disabilità, familiari, ecc.), raccomandazioni per i responsabili dei servizi e decisori politici, almeno 35 sportelli per la progettazione individualizzata e la vita indipendente attivati e sperimentati, un big-data con la raccolta di tutti i dati relativi ai singoli progetti realizzati nel corso dell’iniziativa, almeno 5.000 destinatari indiretti sensibilizzati ed informati in merito alle possibilità offerte dalla legge 112/16, con priorità a quelli maggiormente coinvolti dalla tematica.

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Chi è e cosa fa il medico rappresentante Anffas?

Anffas Torino ringrazia il dottor Franco Rappelli, che lascia il suo incarico di medico di categoria per la nostra associazione, lavoro svolto con dedizione e professionalità per quasi quarant’anni.

Ma chi è e cosa fa il medico rappresentante Anffas?
Ecco la spiegazione tratta dal sito nazionale www.anffas.net (qui il link).

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 1 comma 3 della Legge n. 295/1990 e dell’art. 20 della Legge 102 del 3 agosto 2009, Anffas Onlus rappresenta – in seno alle Commissioni di I grado (integrate Asl/Inps) e di II grado (Inps) e alle Commissioni uniche per l’accertamento dell’invalidità civile, stato di handicap e disabilità – le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e, pertanto designa i propri medici rappresentanti “di categoria” su tutto il territorio nazionale al fine di garantire che siano rispettati i diritti delle persone con disabilità che si sottopongono a visita.

Il medico rappresentante Anffas è un medico, regolarmente iscritto all’ordine dei medici chirurgi, preferibilmente in possesso di specializzazioni e profili ad hoc (es. neurologia, neuropsichiatria, neuropsichiatri infantile, ecc.), che ha acquisito specifiche e adeguate competenze ed effettiva conoscenza delle condizioni, necessità, e peculiarità relativamente alla disabilità intellettiva e/o relazionale, anche in chiave medico legale.

Il medico, una volta formalmente designato da Anffas Onlus e convocato dall’Asl e/o Inps di competenza, è chiamato a partecipare a tutte le riunioni nelle quale sono state calendarizzate visite rientranti nelle disabilità e rientranti nell’elenco di seguito scaricabile al fine di garantire che le persone con disabilità intellettiva sottoposte a visita siano correttamente valutate e supportate a garanzia del rispetto dei propri diritti.

Elenco patologie Anffas

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Ufficio Pubblica Tutela, a novembre interviste conoscitive con le famiglie di Anffas Torino

Nell’ambito del progetto “La cultura dei diritti”, a breve i soci di Anffas Torino verranno contattati dall’Ufficio Pubblica Tutela, nello specifico dagli avvocati Alessandro Manzo e Marta Perrulli, che stanno collaborando col nostro Servizio SAI?, per un’intervista volta a sondare le conoscenze delle famiglie circa gli strumenti di tutela e protezione giuridica per le persone fragili, quali per esempio i disabili intellettivi.

Queste interviste consentiranno all’Ufficio Pubblica Tutela, nell’ambito della propria funzione di coordinamento e monitoraggio, di individuare un campione significativo di famiglie che giornalmente devono relazionarsi con i propri parenti con disabilità intellettiva, analizzando la consapevolezza delle stesse famiglie rispetto alle potenzialità offerte dalla tutela/amministrazione di sostegno.

La raccolta di informazioni costituirà un valido aiuto per conoscere la situazione in atto, al fine di attivare migliori soluzioni per la protezione dei soggetti sottoposti a provvedimenti di tutela giuridica, nonché per consolidare il ruolo di service svolto in collaborazione da Anffas Torino e dalla pubblica amministrazione.

COLLABORAZIONE CON LA FEDERAZIONE MALATTIE RARE INFANTILI

A questo proposito, Anffas Torino sta studiando una protocollo di intesa con la Federazione Malattie Rare Infantili, per attivare un servizio di informazione dedicato proprio alla tutela e alla protezione giuridica delle persone fragili. La collaborazione tra le due associazioni è già in atto: lo scorso 20 maggio è stato organizzato in sinergia il convegno online “Il sostegno alla vita adulta: disabilità, malattie rare e complesse” (clicca qui per il resoconto).

La prossima tappa sarà un servizio informativo curato da Anffas, con delle FAQ pubblicate sul sito della FMRI e con la disponibilità di attivare consulenze dirette. Il questionario proposto dall’Ufficio Pubblica Tutela ai soci di Anffas servirà anche per migliorare questo servizio.

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“Incremento al milione” delle pensioni per invalidi totali estese ai maggiorenni

Con la circolare n. 107 del 23 settembre 2020, l’INPS ha decretato “il riconoscimento del c.d. “incremento al milione” dal compimento del diciottesimo anno di età nei confronti dei soggetti invalidi civili totali, sordi o ciechi civili assoluti”, ossia l’aumento della pensione sino a un massimo di 651,51 euro mensili. Tale incremento, con la precedente normativa, era riconosciuto al compimento del sessantesimo anno di età, mentre adesso è esteso a tutti i maggiorenni.

SCARICA LA CIRCOLARE INPS numero 107 del 23/09/2020

Questa la motivazione: “Secondo la Corte Costituzionale il requisito anagrafico di sessanta anni è irragionevole e discriminatorio perché il soggetto totalmente invalido, pur se di età inferiore ai sessanta anni, si trova in una situazione che non è certo meritevole di minor tutela rispetto a quella in cui si troverebbe al compimento del sessantesimo anno di età (…) Le parole “di età pari o superiore a sessanta anni” sono sostituite dalle seguenti: “di età superiore a diciotto anni”.

IN COSA CONSISTE L’AUMENTO DELLA PENSIONE

Questo si traduce in un aumento tale da raggiungere totalmente fino a 651,51 euro mensili che verrà erogato, qualora siano rispettati alcuni limiti reddituali, a invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità o di pensione di inabilità di cui alla legge n. 222/1984, (pensione di inabilità lavorativa) dai 18 ai 60 anni.

CHI HA DIRITTO ALL’AUMENTO DELLA PENSIONE

Qualora rientrino in precisi limiti reddituali, hanno diritto ad una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità i titolari di:

  • pensione di inabilità (invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi)
  • pensione di inabilità di cui alla legge n. 222/1984

tra i 18 e i 60 anni.

Sono esclusi gli invalidi parziali.

I LIMITI REDDITUALI PER L’AUMENTO DELLA PENSIONE

Rispetto ai requisiti reddituali va fatto notare che all’aumentare del reddito diminuisce progressivamente l’incremento: per questo non si tratta di un aumento standard uguale per tutti. Inltre i limiti di reddito cambiane a seconda che il soggetto sia solo o sposato.

Qui i requisiti reddituali (importi 2020):

a) il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63 euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);

b) il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere:

  • redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro;
  • redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.

Se entrambi i coniugi hanno diritto all’incremento, questo concorre al calcolo reddituale. Pertanto, nel caso in cui l’attribuzione del beneficio a uno dei due comporti il raggiungimento del limite di reddito cumulato, nulla è dovuto all’altro coniuge. Se invece il limite non viene raggiunto, l’importo dell’aumento da corrispondere a un coniuge deve tener conto del reddito cumulato comprensivo dell’aumento già riconosciuto all’altro.

COME CALCOLARE I LIMITI REDDITUALI

Ai fini della valutazione del requisito reddituale concorrono i redditi di qualsiasi natura, ossia i redditi assoggettabili ad IRPEF, sia a tassazione corrente che a tassazione separata, i redditi tassati alla fonte, i redditi esenti da IRPEF, sia del titolare che del coniuge.
Non concorrono al calcolo reddituale:

  • il reddito della casa di abitazione,
  • le pensioni di guerra,
  • l’indennità di accompagnamento,
  • l’importo aggiuntivo di 300.000 lire (154,94 euro) previsto dal comma 7 dell’articolo 70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
  • i trattamenti di famiglia,
  • l’indennizzo previsto dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.

COME FARE PER AVERE LA MAGGIORAZIONE

La maggiorazione segue strade diverse a seconda che si tratti della pensione di inabilità assistenziale o previdenziale. Pertanto, fermo restando il possesso dei requisiti previsti:

  • agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità a decorrere dal 20 luglio 2020 è riconosciuta d’ufficio (quindi senza bisogno di presentare domanda)
  • i soli titolari di pensione di inabilità previdenziale di cui alla legge n. 222/1984 devono invece presentare domanda. In questo caso il beneficio viene attribuito dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, sempreché ricorrano le condizioni reddituali e il compimento dell’età stabilita dalla disposizione. L’INPS precisa inoltre che la decorrenza non può comunque essere anteriore al 1° agosto 2020. Per i titolari di pensione di inabilità che presentino la domanda di beneficio entro il 9 ottobre 2020, può essere riconosciuta la decorrenza dal 1° agosto 2020, ove espressamente richiesto.”

In caso di dubbi o necessità particolari, chiedi informazioni allo Sportello S.A.I. di Anffas Torino al al numero 011-3810723

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Aggiornata la guida alle agevolazioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate

È liberamente consultabile online l’edizione 2020 della guida “Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità”, pubblicazione realizzata ormai da parecchi anni dall’Agenzia delle Entrate, che illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefìci fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità (figli a carico, veicoli, altri mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici, abbattimento delle barriere architettoniche, spese sanitarie e assistenza personale), indicando le persone che ne hanno diritto.

Figli a carico, veicoli, altri mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici, abbattimento delle barriere architettoniche, spese sanitarie e assistenza personale: sono i temi trattati nella nuova edizione della guida Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità, pubblicata online nelle scorse settimane dall’Agenzia delle Entrate, aggiornamento di una pubblicazione che viene curata ormai da parecchi anni, con l’obiettivo, come viene scritto nelle pagine introduttive di «illustrare il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefìci fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità, indicando con chiarezza le persone che ne hanno diritto».

Questo il link al quale la guida è liberamente consultabile.

Fonte: www.superando.it

 

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Anffas Torino vicina ai suoi associati: chiamate telefoniche per ascolto e supporto

Anffas Torino rimane vicina ai suoi associati, alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e alle loro famiglie, anche e soprattutto in questo difficile periodo di emergenza sanitaria e sociale dovuto al coronavirus.

Oltre al servizio telefonico di ricezione delle richieste tramite gli uffici di via Bossi 24, già messo in atto al numero 011-3810723, al quale si può sempre chiamare per una risposta immediata o per essere richiamati, abbiamo voluto contattare noi le nostre famiglie per sapere come stiano, quali difficoltà incontrino, di quali supporti abbiano bisogno.

Dalla scorsa settimana infatti le nostre persone del servizio S.A.I.? (Servizio Accoglienza ed Informazione) stanno chiamando al telefono le nostre famiglie, sia quelle associate ma anche quelle che non lo hanno ancora fatto, per mantenere un contatto attivo, ascoltare quanto hanno da dirci e fornire loro le informazioni di cui necessitino sia al riguardo dei diritti esigibili in base alle normative messe in atto sia rispetto a problematiche di vita quotidiana e offrendo loro tutto il supporto necessario.

Non si è mai interrotto, seppur a distanza, il contatto con le famiglie delle persone che frequentano i nostri centri diurni e il residenziale di via De Santis e di via Fiesole, mantenuto dal nostro coordinatore e dagli operatori perché  le problematiche e le esigenze di ciascuno le conosciamo bene. Questa emergenza ha messo in evidenza le enormi difficoltà che le famiglie si trovano ad affrontare in assenza di quel sostegno morale e psicologico – oltre che pratico – dato anche dal poter alleggerire un po’ il carico che si trovano a dover sostenere ogni giorno.

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Sportello di supporto per le persone con disabilità intellettive e/o relazionali e le loro famiglie

Anffas Torino è al lavoro per attivare, in tempi rapidissimi, uno “sportello di ascolto, supporto e consulenza” rivolto alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neuro sviluppo e alle loro famiglie, per fornire loro strumenti utili al superamento di questo periodo di grande stress.

L’obiettivo è attivare un servizio in remoto, attivo tutti i giorni, con un’equipe composta da cinque operatori esperti dedicata alle richieste, provenienti in particolare dal territorio delle Circoscrizioni 1, 2, 3 e 8 del Comune di Torino, che conta quasi 500mila abitanti di cui più 20mila con disabilità intellettiva e/o relazionale. Oltre alle consulenze telefoniche, sarà messa a disposizione di tutti una piattaforma informatica con materiali, supporti e ausili multimediali scaricabili gratuitamente.

IL PROBLEMA: SITUAZIONE INSOSTENIBILE PER LE FAMIGLIE

In questo particolare periodo della nostra storia stiamo tutti facendo fronte ad una situazione di estrema gravità. L’emergenza sanitaria COVID 19, con l’obbligo di non uscire di casa, con tutte le attività sospese, la didattica e gli interventi di terapia assenti, i centri diurni socioassistenziali chiusi, ogni altra possibile attività sia essa occupazionale, sportiva o aggregativa preclusa, rappresenta una situazione di gravissimo stress già per tutta la popolazione.

Per le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e le loro famiglie questa situazione di stress assume dimensioni e gravità esponenzialmente maggiori. Queste persone, proprio per la loro condizione, non posseggono gli strumenti per poter comprendere e gestire questi gravissimi sconvolgimenti nelle loro vite. Di conseguenza le loro famiglie stanno pagando un prezzo altissimo:

il senso di abbandono nel dover gestire uno o più comportamenti problematici legati nello specifico alla situazione emergenziale;

lo stato d’ansia spesso provato dai parenti che vedono interrompersi quella routine fatta anche di supporti e momenti di tregua;

il fondato timore che la brusca interruzione delle attività e dei percorsi riabilitativi sfoci in “regressioni” e perdita di abilità acquisite in adulti e minori tagliati fuori dal contesto sociale usuale e ora ipostimolati;

stravolgimento delle abitudini ed equilibri familiari con difficoltà a organizzare il tempo e gli spazi a casa con appropriate attività sufficientemente stimolanti;

il senso di frustrazione che spesso assale i familiari dei nostri minori disabili intellettivi e/o relazionali che frequentano la scuola. Per loro, non potendo contare sul supporto dei docenti di sostegno, la formazione a distanza è spesso di complessa se non di impossibile fruizione. Sono spesso presenti difficoltà nella comprensione del linguaggio verbale che causano l’impossibilità di capire consegne spesso astratte, da qui la necessità di mediazione continua dell’adulto per la traduzione delle consegne in un linguaggio accessibile e il supporto nell’esecuzione dei vari compiti, difficoltà a mantenere l’attenzione per la necessità di fruire di un ambiente altamente strutturato, non sempre compatibile con le realtà abitative familiari, che rendono particolarmente difficoltoso l’apprendimento di nuove abilità e conoscenze;

difficoltà nel gestire la prevenzione igienico-sanitaria per la salute, legata alla difficoltà di comprendere quanto stia capitando e al cambiamento delle abitudini di vita;

la necessità delle famiglie di essere supportate, accolte, confortate, di fronte a vissuti di ansia, angoscia, frustrazione che stanno emergendo, favoriti anche dalla sensazione di sentirsi “soli” e “abbandonati”, e da un maggior carico assistenziale;

la necessità delle famiglie, gravate dalla quotidiana gestione della disabilità intellettiva e/o relazionale, di essere informate su tutto ciò che può essere attivato a supporto di questa drammatica situazione emergenziale che stanno vivendo.

LA RISPOSTA: CREARE UNA RETE DI SOSTEGNO TRA FAMIGLIE, ASSOCIAZIONI E PROFESSIONISTI

Con lo “sportello di ascolto, supporto e consulenza” rivolto alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neuro sviluppo e alle loro famiglie, Anffas Torino intende perseguire i seguenti obiettivi e risultati:

  1. Fornire assistenza e supporto in remoto a circa 2.000 famiglie con una persona disabile intellettivo e/o relazionale a carico.
  2. Supportare e integrare altri sportelli di ascolto mettendo a disposizione le competenze maturate dalla nostra associazione in 60 anni di attività nel campo della disabilità intellettiva e/o relazionale.
  3. Creare un ponte tra i bisogni delle famiglie e le organizzazioni di volontariato e/o di familiari che si occupano nello specifico delle varie forme di disabilità intellettiva e/o relazionale.
  4. Rendere accessibile alle famiglie la rete di professionisti, psicologi, logopedisti, psicomotricisti, educatori, tecnici della riabilitazione comportamentale R.B.T., tecnici della riabilitazione psichiatrica, specializzati nel trattamento delle disabilità intellettive e/o relazionali
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A Torino uno sportello sul “Dopo di noi”

All’interno del progetto “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere” promosso da Anffas, verranno aperti 35 sportelli su tutto il territorio nazionale per la progettazione individualizzata per il concreto accesso alle misure previste dalla L.112/16, la legge sul “Durante Noi, Dopo di Noi”: uno di questi sportelli verrà ospitato nella sede di Anffas Torino. Continua a leggere

Anffas rinnovo quota associativa
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Rinnovo della quota associativa e nuovi orari degli sportelli

Rinnovo della quota associativa di Anffas

Importante informazione di servizio. Alla luce dei deliberati assembleari dell’Associazione ed alla trasformazione imposta dalla riforma del Terzo Settore, invitiamo gli iscritti a rinnovare la quota associativa 2020 all’ANFFAS TORINO APS al nuovo conto corrente, tramite bonifico a:

Nominativo: ANFFAS TORINO APS
Causale: quota associativa 2020
Nuovo IBAN: IT11P0301503200000003692002

La ricchezza di Anffas, fin dalla sua nascita come associazione di famiglie di ragazzi con disabilità, è costituita dall’elevato numero di soci, che sono uniti da un profondo legame e sono il punto di riferimento primario per le attività e le iniziative dell’associazione: gli sportelli informativi, i centri diurni e residenziali, le attività ludiche e formative, gli eventi formativi e l’azione di rappresentanza sono tutti pensati in loro funzione. È quindi importante riaffermare il legame associativo e rinsaldare la volontà di partecipare in modo attivo alla vita di Anffas Torino.

Terminate le festività natalizie, la sede e gli uffici di Anffas Torino, in via Bossi 24, hanno ripreso la loro piena attività, così come sono operativi con le solite modalità “Oasi , un’area verde come luogo di sens-azioni”, la struttura di via San Marino 10 gestita da Anffas Torino, e i centri diurni di via Fiesole 15/C e via De Sanctis 12 a Torino, che invece sono rimasti sempre aperti.

Nuovi orari dello sportello S.A.I.?

Cambiano invece gli orari del “Servizio S.A.I.?”, Servizio Accoglienza e Informazione che fornisce sostegno e supporto alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Sarà disponibile al pubblico:

  • martedì e venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30.

Il Servizio SI (sportello di consulenza familiare, legale, fiscale, finanziaria dedicato alle persone con disabilità e alle loro famiglie) è, come sempre, aperto solo su appuntamento.

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Tutori e amministratori di sostegno: una tappa importante!

L’azione di continua informazione promossa da Anffas Torino ha vissuto una tappa importante con il convegno sui “tutori e gli amministratori di sostegno” che si è tenuto lo scorso 15 novembre nell’Antico Teatro degli ex Poveri Vecchi di corso Unione Sovietica 220/D, introdotto dai saluti della dottoressa Monica Tarchi, dirigente della Direzione istruzione, pari opportunità e welfare.

Con competenza e chiarezza di esposizione, il dottor Diego Lopomo e la dottoressa Elena Violante dell’Ufficio Welfare – Pubblica tutela e rapporti con l’Autorità giudiziaria hanno illustrato il protocollo di intesa sottoscritto da Anffas Torino e Città metropolitana di Torino, nato per supportare i cittadini che si trovano nella condizione di dover assumere il ruolo di tutori o amministratori di sostegno dei loro congiunti.

Molto partecipata la parte dedicata alle domande libere, che hanno permesso di trattare diverse problematiche connesse all’esercizio del ruolo di tutore, come ad esempio la complessità dell’amministrazione economico-finanziaria dei beni del soggetto, le difficoltà nel capire quali azioni necessitano l’autorizzazione del Giudice tutelare e il peso dell’obbligatorietà della redazione del rendiconto annuale.

Lo sportello S.A.I.? di Anffas (che riceve su appuntamento il martedì e il venerdì dalle 9 alle 16 nella sede di via Carlo Bossi 24 a Torino) e l’Ufficio di pubblica tutela si occupano, tra le altre cose, di fornire un servizio di informazione e assistenza nella compilazione di istanze, rendiconti annuali e attivazione di procedimenti di protezione giuridica.