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Indagine sulla tutela giuridica delle persone con disabilità: promosso lo “Sportello SAI?”

Nel periodo tra novembre 2020 e gennaio 2021, l’ufficio di Pubblica Tutela della Città di Torino ha promosso un’indagine sul tema della tutela giuridica delle persone con disabilità, con l’obiettivo di conoscere la condizione delle famiglie associate ad Anffas e la loro consapevolezza sulle opportunità offerte dai provvedimenti di protezione giuridica.

Clicca qui per consultare il report “Gli istituti di protezione giuridica delle persone disabili. Le opinioni degli associati Anffas”

Riportiamo alcuni dei passaggi più interessanti, a partire dalla considerazione che “dell’associazione Anffas viene apprezzato l’impegno nei confronti dei disabili intellettivi e relazionali nel promuoverne i diritti, nel rendere concreti i principi delle pari opportunità e della non discriminazione e nel favorire l’integrazione e una migliore qualità della vita”.

Scendendo nello specifico, “gli associati cui è stato assegnato un incarico nell’ambito della protezione giuridica sono stati aiutati ad orientarsi sul percorso da intraprendere più spesso dal personale dello ‘Sportello SAI?’ di Anffas che dall’ASL o dai Servizi Sociali”. “Per alcuni il sostegno di Anffas è stato molto importante nelle varie fasi del percorso per l’ottenimento dell’incarico di protezione giuridica, dal momento preliminare della valutazione dell’opportunità di chiedere la nomina, alla compilazione e deposito del ricorso, alla preparazione dell’udienza con il Giudice Tutelare. Ma il supporto più significativo, fondamentale per quasi otto rispondenti su dieci, è quello relativo alla compilazione del rendiconto”.

In conclusione, “quasi la totalità degli intervistati ritiene che oggi lo ‘Sportello SAI?’ di Anffas soddisfi adeguatamente le proprie esigenze di supporto in merito agli istituti di protezione giuridica. Tutti consiglierebbero ad altre persone nella loro stessa situazione di rivolgersi allo Sportello”.

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“Autismo e disturbi visivi: progetto vis à vis” – Webinar sabato 24 aprile

Anffas Torino segnala il webinar “Autismo e disturbi visivi: progetto vis à vis”, organizzato da IERFOP (Istituto Europeo Ricerca Formazione Orientamento Professionale) sabato 24 aprile 2021 a partire dalle ore 10.30, con il seguente programma:

ore 10.30 – 10.45 Introduce e coordina Roberto Pili, Presidente IERFOP. Progetto vis à vis: genesi e prospettive

ore 10.45 – 11.00 Saluti istituzionali

  • Mario Nieddu, Assessore dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale della Regione autonoma della Sardegna
  • Chiara Caucino, Assessore Politiche della famiglia, dei bambini e della casa, sociale, pari opportunità, Regione Piemonte

ore 11.00 – 12.30 Interventi di

  • Pericle Farris, APRI Servizi Onlus, Presidente FISH Piemonte. Vis à vis guardiamoci intorno
  • Teodoro Rodin, Vicepresidente IERFOP. Riflessioni su autismo e normativa
  • Cataldo Ibba, Vicepresidente IERFOP. Oltre le barriere
  • Pietro Paolo Murru, Consigliere di Amministrazione IERFOP. I disturbi del neurosviluppo: una chiave culturale
  • Bachisio Zolo, Direttore della formazione IERFOP. Autismo e disturbi visivi e scuola
  • Simona Valinotti, Educatrice tiflologa APRI Servizi. Di cosa parliamo
  • Valentina Penna, Educatrice APRI Servizi. Una storia di impegno, quali risultati?
  • Donatella Petretto, Roberta Berti, Gian Pietro Carrogu, Lorenzo Pili, Luca Gaviano, Università degli Studi di Cagliari. Una prima sintesi sulla revisione della letteratura sulla relazione tra autismo e disturbi visivi

ore 12.30 – 13.00 Dibattito e conclusioni

L’evento si terrà online. Per partecipare si prega di inviare una mail entro il 22 aprile agli indirizzi ierfop@ierfop.org e farrispericle33@gmail.com.

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Iniziate le vaccinazioni delle persone con disabilità ospitate nella struttura di via Fiesole

Sono iniziate questa mattina le vaccinazioni delle persone con disabilità ospitate nella struttura di via Fiesole gestite da Anffas Torino, dove convivono un centro residenziale e un centro diurno. La RSD era balzata agli onori della cronaca negli scorsi giorni, in seguito a un focolaio di Covid-19 che aveva portato alla positività di sette ospiti (per uno era stata anche necessaria l’ospedalizzazione) e tre operatori.

In attesa che tutte le persone che vivono nel centro residenziale tornino “negative”, come detto sono iniziate le vaccinazioni delle persone con disabilità che frequentano il centro diurno. Nonostante qualche iniziale problematica con il numero dei vaccini disponibili, alle otto persone prenotate è stata inoculata la prima dose del vaccino Pfizer.

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Consiglio di lettura: “A bocca chiusa non si vedono i pensieri” di Benjamin Ludwig

“Ginny Moon”, pubblicato in Italia col titolo “A bocca chiusa non si vedono i pensieri”, è il racconto in prima persona di una tredicenne autistica intrappolata nell’ossessione del proprio passato. È il romanzo d’esordio di Benjamin Ludwig, che ha adottato con la moglie un’adolescente autistica e ha potuto farsi un’idea di prima mano di come funzioni un cervello neuroatipico nel difficile approccio col mondo esterno.

Ginny ha alle spalle una storia di droghe e abusi, la madre biologica è una donna instabile che ha trascinato nel loro nucleo famigliare una serie di uomini violenti. Viene sottratta alla sua custodia grazie all’intervento delle autorità e salta da una casa-famiglia all’altra fino ad approdare alla sua “Famiglia Per Sempre”, una coppia amorevole e comprensiva con la quale tutto sembra filare alla grande, finché la “Mamma Per Sempre” non rimane incinta, e la presenza di Ginny in casa diventa una possibile minaccia per l’incolumità del neonato.

Ginny non si può definire ad alto funzionamento, per quanto suoni il flauto nell’orchestra della scuola e giochi a basket due volte alla settimana. Frequenta una classe per bambini speciali, è ossessionata dal numero nove – l’età in cui è stata portata via dalla madre – e da Michael Jackson. Soprattutto elabora in gran segreto piani di fuga insieme alla sua bambola, perché in quella vita apparentemente perfetta manca qualcosa e il legame con la madre naturale è impossibile da recidere.

Il nucleo del romanzo è nella difficile relazione tra Ginny e i suoi genitori adottivi, che a ben vedere potrebbe essere la storia di una qualunque adolescente adottata, con un passato difficile con cui fare i conti. Il racconto si sviluppa dl punto di vista – assolutamente diretto – della ragazza, per cui è impossibile non provare profondo disagio di fronte a una donna che adotta, consapevolmente, una adolescente autistica e, dopo qualche mese di tentativi e di affetto, la tiene a distanza, la disprezza, addirittura la allontana dalla sorellina appena nata, perché convinta che possa «farle del male».

Tra i tanti piani di lettura e le possibili interpretazioni personali, è comunque mirabile lo sforzo dell’autore di dar voce diretta a una ragazza autistica, di provare a rispondere alla domanda: come pensano gli autistici?

A bocca chiusa non si vedono i pensieri
di Benjamin Ludwig
HarperCollins, 2017
Traduzione di Claudia Lionetti
pp. 429
18 euro

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Ancora una volta la disabilità viene usata come metafora dispregiativa: ora basta!

Non bastava l’elegante invito “andate ancora avanti a trattarli come mongoloidi” inoltrato da Marco Travaglio in diretta televisiva nel 2017. Non bastava la frase, stavolta scritta (e quindi non sfuggita nella foga del dibattito) all’esimio giornalista, che a marzo di quest’anno sentenziava “le conclusioni che ne trarrebbe pure un bambino ritardato”. Oggi il Fatto Quotidiano, diretto – guarda caso – da Travaglio, titolava un articolo scritto da Ettore Boffano “Chiampa frega Appendino e vuole un ‘nano’ anti-5S”, riferendosi alla presunta intenzione dell’ex presidente della Regione di candidare Stefano Lo Russo a Sindaco di Torino.

“Lungi da noi – commenta Giancarlo D’Errico, presidente Anffas Torino – entrare nel merito politico dell’articolo, ma utilizzare la parola “nano” per descrivere la “statura politica” di una persona è offensivo verso le tante persone affette da nanismo, una condizione clinica che spesso diventa una disabilità invalidante dal punto di vista fisico e ha anche pesanti ripercussioni da quello psicologico”.

“Ancora una volta – continua D’Errico – la disabilità viene utilizzata come metafora dispregiativa nei confronti di un avversario politico, denotando un’assoluta mancanza di sensibilità nei confronti delle stesse persone con disabilità e delle loro famiglie, un menefreghismo verso la loro condizione e le loro esigenze che – purtroppo – spesso trova riscontro anche a livello politico e sociale, oltre che una pochezza di ragionamento e una scarsità di linguaggio preoccupante per chi di mestiere fa il giornalista”.

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Guida alla vaccinazione anti-Covid per le persone con disabilità e le famiglie

Fornire una corretta informazione circa il Piano Strategico Nazionale per la vaccinazione anti-Covid, indicando quali siano le persone con disabilità ad avere diritto alla vaccinazione con priorità, quali i casi in cui anche i loro caregiver/conviventi ne abbiano diritto e così via. Fornire inoltre risposte ad alcune delle domande più frequenti poste nel corso degli ultimi mesi, aventi ad oggetto il consenso informato, i casi in cui avviene il rifiuto alla vaccinazione e altro ancora: sono questi gli obiettivi della Guida alla vaccinazione anti-Covid per le persone con disabilità e le famiglie, pubblicata dall’Anffas Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e disponibile integralmente a questo link.

«Considerato infatti il periodo che stiamo vivendo – spiegano dall’Anffas – e le tante segnalazioni a noi arrivate circa la carente e spesso disomogenea informazione sull’argomento, abbiamo ritenuto necessario dare un supporto in tal senso alle tante persone con disabilità, alle famiglie e alla pluralità dei cittadini che si trovano spesso spaesati e con tante domande lasciate senza risposta o con risposte vaghe».

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TGR Piemonte, servizio dal centro residenziale per persone con disabilità di via Fiesole

Le telecamere del TGR Piemonte nel centro per persone con disabilità di via Fiesole a Torino gestito da Anffas Torino: 9 pazienti su 12 del residenziale e 3 operatori sono risultati positivi al Covid-19.
“Vaccinare le persone con disabilità è una priorità, le Regioni hanno facoltà di muoversi in questo senso all’interno delle direttive nazionali” è l’appello di Giancarlo D’Errico.
Grazie a Marzia De Giuli per il servizio chiaro e puntuale.

 

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Positivi al Covid-19 sei utenti e due operatori della RSD di via Fiesole. D’Errico: “Cosa aspettiamo a vaccinarli?”

Sei utenti e due operatori del centro residenziale per persone con disabilità di via Fiesole, gestito da Anffas Torino, sono risultati positivi al Covid-19 in base ai tamponi molecolari effettuati con urgenza tra ieri sera e questa mattina, in seguito alla febbre e al malessere manifestati da una ospite. I protocolli di sicurezza si sono attivati immediatamente, ma l’esito dei tamponi ha fatto scattare l’allarme anche per gli altri utenti (in tutto sono 12) e gli operatori che li assistono.

Allarme e rabbia, perché questo ennesimo dramma si poteva, anzi si doveva evitare. “Ma vi immaginate – tuona Giancarlo D’Errico, presidente Anffas Torino – l’angoscia che stanno vivendo queste persone, le loro famiglie, tutti gli altri ospiti e anche noi operatori? Vi immaginate cosa vorrebbe dire per un ragazzo autistico o per una ragazza Down essere intubati in ospedale? E non voglio neanche pensare a esiti ancora più drammatici. Chiedo senza giri di parole a chi ha la responsabilità di rispondere, il presidente Cirio e l’assessore Icardi: vogliamo aspettare che la situazione peggiori ulteriormente per capire che vaccinare le persone con disabilità è una priorità assoluta? Anche più, con tutto il rispetto, degli studenti attesi dalla maturità?”

Il riferimento è all’ipotesi di vaccinare i 35mila studenti all’ultimo anno delle superiori avanzata dal presidente Alberto Cirio al governo, ieri a Roma durante l’incontro con il generale Figliuolo, commissario per l’emergenza Covid. “Sarei felicissimo se gli studenti potessero vaccinarsi – continua D’Errico – per sostenere la maturità in presenza, anche nelle nostre famiglie ci sono ragazzi e ragazze attesi da questo importante passaggio. Ma, ancora una volta, il problema è stabilire le priorità, perché c’è chi rischia di morire, senza vaccino. Genitori e figli che non si vedono da più di un anno, senza vaccino”.

“Anzi, dirò di più: si tratta di rispettare le priorità già dettate dall’agenda vaccinale – conclude Giancarlo D’Errico – dando la precedenza agli anziani e alle persone fragili. La Regione Piemonte, in ritardo e solo dopo le nostre pressanti sollecitazioni, aveva annunciato in pompa magna che da metà marzo sarebbero partite le vaccinazioni dei 6000 ospiti dei centri residenziali e diurni: ad oggi nelle tre strutture che noi gestiamo a Torino siamo fermi a zero. Neanche gli operatori sono vaccinati, perché non sono considerati sanitari. E già allora avevamo segnalato che sono da vaccinare con urgenza anche le migliaia di persone con disabilità che non vivono in struttura e i loro caregiver familiari: su questo aspetto continua un silenzio assordante. Chiedo ancora una volta: cosa stiamo aspettando?”

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Anffas Day 2021, è record con 1000 partecipanti all’evento online

Un record: è questo il termine giusto per definire il risultato di Anffas Day, l’evento online del 27 marzo u.s che ha registrato la partecipazione di 1000 persone e la presenza di ospiti illustri quali il Ministro per le Disabilità On. Erika Stefani, l’On. Elena Carnevali, relatrice della l.112/16, Claudia Fiaschi, Portavoce del Forum Terzo Settore, Vincenzo Falabella, presidente Fish-Federazione Italiana Superamento Handicap, Francesca Pasinelli, DG Fondazione Telethon, il dott. Andrea Venuto, Disability Manager di Roma Capitale in rappresentanza del Sindaco Virginia Raggi che ha voluto però portare i suoi saluti tramite un video dedicato ad Anffas, e Alessandra Locatelli – Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità Regione Lombardia.

Personalità che hanno elogiato il lavoro svolto da Anffas in tutti questi anni e ribadito la necessità e l’importanza di continuare a portare avanti i temi del “Durante e Dopo di Noi”.

Significative in tal senso le parole del Ministro Stefani che ci ha tenuto a ringraziare Anffas per tutto ciò che l’associazione ha fatto durante questo terribile periodo di pandemia, sottolineando l’apporto essenziale dato a tutte le persone con disabilità e le loro famiglie, e sottolineando l’importanza delle Leggi 112/2016 e 328/2000 – che consentono di ripensare l’intero approccio alla disabilità e al welfare e che consentono di mettere la persona al centro, tenendo conto dei desiderata della persona e dei contesti in cui vive – e del progetto di vita attorno al quale ruotano le due leggi, collegando a questo anche il sistema Matrici Ecologiche e dei Sostegni, che ha definito come un sistema all’avanguardia e di cui ha auspicato il possibile utilizzo e applicazione a livello nazionale, rendendosi disponibile sul punto.

Del compleanno di Anffas come di una giornata speciale per l’intero paese ha parlato invece Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Fish (cui Anffas aderisce) che ha sottolineato la sua importanza come veicolo di contaminazione di buone prassi e motore di un cambiamento necessario per tutta la società, mentre per la portavoce del Forum Terzo Settore (cui Anffas aderisce) Claudia Fiaschi, il 63mo compleanno di Anffas ed il tema a questo collegato hanno rappresentato il primo vero e proprio atto di libertà riferito al desiderio di risolvere i molti problemi che persistono ancora oggi.

Di “giornata straordinaria” ha parlato anche l’on. Elena Carnevali, una straordinarietà dovuta alla concreta rappresentazione delle esperienze che già si sono realizzate dando voce all’autonomia, all’autodeterminazione e ai progetti di piena cittadinanza con la totale messa a sistema di tutti i fattori e soprattutto mettendo al centro la persona e il relativo cambio di paradigma. Si tratta di un concetto che riguarda tutti i contesti della società. In tal senso, secondo l’onorevole, Anffas ha fatto comprendere come la vita delle persone con disabilità sia costituita da una complementarietà di fattori e come sia fondamentale costruire il Dopo di Noi nel Durante Noi.

Ripreso anche dal Disability Manager del Comune di Roma, Andrea Venuto, il tema centrale dell’evento “liberi di scegliere dove e con chi vivere” e rinnovato l’impegno del Comune di Roma nel rendere più accessibili tutti i servizi e le infrastrutture della città di Roma, un impegno ribadito anche dalla Sindaca Virginia Raggi che attraverso un video ha inoltre ricordato che Anffas è la prova concreta che l’autonomia è veramente realizzabile.

L’intervento dell’Assessore Locatelli ha evidenziato ancora una volta come con la L.112 finalmente si sia potuto disciplinare la cura e l’assistenza alle persone con disabilità con percorsi mirati e riferendosi alla Regione Lombardia ha voluto sottolineare il supporto dato alla legge con delle delibere che hanno colto aspetti importanti appunto della norma in questione come, primo tra tutti, il progetto di vita.

La Dott.ssa Francesca Pasinelli, Direttore Generale della Fondazione Telethon, infine, ha portato invece all’attenzione dei partecipanti il forte legame che unisce Anffas e Telethon, legame che vede ad oggi 35 progetti diversi che coinvolgono 22 centri di ricerca su malattie che hanno un legame con le disabilità intellettive.

Forte apprezzamento per l’iniziativa – definita come un “prezioso momento di riflessione sui bisogni, le necessità e i desideri delle persone con disabilità intellettive, nonché sugli strumenti normativi e sociali messi in campo sino ad oggi per la concreta realizzazione dei loro diritti” – è stata espresso dal Ministro dell’Istruzione Prof. Patrizio Bianchi, ed un sentito ringraziamento per il lavoro svolto da Anffas in tutti questi anni, ed in particolare in questo duro periodo di pandemia, mettendo sempre al centro la persona, è arrivato dal Ministro della Salute, Roberto Speranza: entrambi i Ministri hanno infatti inviato un messaggio di saluti riportati ad apertura di evento.

Protagonisti dell’evento sono state ovviamente le persone con disabilità intellettive e i loro familiari che tramite le associazioni di riferimento hanno potuto portare la loro diretta testimonianza attraverso dei video che hanno mostrato come il “Durante Noi, Dopo di Noi”, la vita indipendente e il diritto alla libertà di scelta possano essere, e già sono, delle splendide realtà. Realtà fatte di percorsi di vita costruiti con i giusti sostegni, di progetti individualizzati, di associazioni che operano ogni giorno sui territori e di famiglie e persone con disabilità che affrontano con coraggio e soprattutto consapevolezza, una nuova vita, senza più timore per il futuro che di fronte alla domanda “che ne sarà di mio figlio quando io non ci sarò più” diveniva spesso oscuro.

A ribadire tutto questo è stato anche Emilio Rota, presidente della Fondazione Nazionale Anffas Durante e Dopo di Noi, che della Fondazione ha illustrato il nuovo profilo (ricordiamo che la Fondazione si è trasformata recentemente in Ente Filantropico alla luce della Riforma del Terzo Settore) e le novità più rilevanti, tra cui l’espressa previsione inserita nella modifica statutaria che prevede per il futuro, oltre alla presa in carico delle persone con disabilità orfane o i cui genitori sono divenuti anziani, anche la presa in carico degli stessi genitori, tutto questo anche alla luce dell’esperienza legata alle vicende Covid-19.
Particolare attenzione è stata prestata alla presentazione del nuovissimo sito web della Fondazione – www.fondazionenazionaleanffas.it – che si propone di essere la finestra Anffas sul mondo della filantropia e veicolo di informazioni costanti e aggiornate sul Durante e Dopo di Noi.

“Questa partecipazione straordinaria dimostra che il tema del “Durante Noi, Dopo di Noi” e del collegato diritto alla libertà di scelta di dove e con chi vivere delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo è un argomento che tocca da vicino migliaia di famiglie e di persone su tutto il territorio” dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas “è il segno palese che è necessario continuare a lavorare e a sensibilizzare su questo aspetto fondamentale della vita delle persone con disabilità, in particolare intellettive e disturbi del neurosviluppo, sia per quanto riguarda le famiglie che per quanto riguarda le istituzioni competenti”.

“Le nostre persone e le nostre famiglie hanno pienamente dimostrato quello che da sempre Anffas afferma, ossia che il Durante Noi, Dopo di Noi non è un traguardo irraggiungibile e non è qualcosa di irreale: è qualcosa di assolutamente possibile se tutti fanno la propria parte e se le normative non rimangono su carta ma vengono invece concretamente applicate”.

“Non possiamo che essere estremamente felici ed orgogliosi per le parole che i tanti rappresentanti istituzionali che hanno partecipato al nostro evento, in primis il Ministro Stefani con cui stiamo avviando una collaborazione che auspichiamo proficua” prosegue il presidente “hanno speso per il lavoro che svolge quotidianamente ed in generale per il “Durante Noi, Dopo di Noi”, ma ci auguriamo che, soprattutto per ciò che concerne il percorso del Durante e Dopo di Noi, non si rimanga solo alle parole ma si possa arrivare a dei fatti concreti che consentano la piena e reale applicazione della l. 112/2016 che, come si è potuto vedere dall’indagine Anffas, è ancora lontana dall’essere applicata e rispettata”

Secondo una prima restituzione dei dati raccolti da Anffas Nazionale nell’ambito della rilevazione sullo stato di attuazione della legge, infatti, sono ancora molti i punti da risolvere su tale aspetto.

L’indagine – svolta da febbraio a giugno 2020 – ha coinvolto 16 regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Sicilia, Abruzzo, Marche, Piemonte, Liguria, Puglia, Friuli V.G., Toscana, Calabria, Campania, Lazio, Sardegna, Trentino) e ha rilevato una forte progettualità indipendente: nel 33% dei casi, infatti, le strutture hanno segnalato di avere avviato delle progettualità indipendentemente dalle risorse messe in campo dalla legge 112/2016, manifestando, quasi sempre, la vocazione di rientrarvi, anche in futuro, condividendone lo spirito e la strutture. Il 48% di tali strutture, inoltre, ha successivamente provato ad accedere ai finanziamenti, non riuscendoci nel 18% dei casi: una situazione che purtroppo evidenzia un sistema pubblico ancora farraginoso.

Il 53% delle strutture ha rilevato inoltre difficoltà nell’attivare le progettualità con gli enti pubblici dovute ad esempio alla scarsa conoscenza della norma da parte degli enti preposti alla fattiva attuazione e poca collaborazione/volontà degli da parte di essi di sperimentare soluzioni innovative per favorire l’ottimale funzionamento della norma, riconducendo anche i nuovi interventi secondo vecchie logiche.
Non soddisfacente anche ciò che riguarda il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza ai lavori degli Ambiti Territoriali per l’individuazione dei bisogni e delle misure da attivare nel territorio: solo il 48% ha risposto infatti di avervi partecipato, quasi sempre attraverso la modalità di gruppi di lavoro o tavoli.

“Non sono dati positivi questi” prosegue “ma di certo Anffas non si ferma. In 63 anni non ci ha fermato nulla, neanche una pandemia, e non ci fermeremo proprio ora che abbiamo dato tangibile prova che il Durante e Dopo di Noi non rappresenta un’utopia ma una realtà solida. Questo evento ha dimostrato che Anffas e le persone che operano al suo interno possono cambiare la traiettoria del futuro: ha dimostrato che c’è una via possibile per fare in modo che tutte le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere dove e con chi vivere senza essere costrette ad altro”.

Conclude il presidente: “Continueremo a lavorare per migliorare la L.112/2016, per avere più risorse. E ce la faremo perché Anffas non si arrende mai e continuerà sempre ad operare per pari diritti, pari opportunità e per la migliore qualità di vita per tutte le persone con disabilità”.

Ricordiamo che tutti gli atti dell’evento, compresa l’indagine sullo stato di attuazione della legge 112/2016, sono disponibili sul sito www.anffas.net.

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Il servizio del TG3 Piemonte sui 63 anni di Anffas

Nell’edizione delle 19.30 di domenica 28 marzo, il TG3 Piemonte ha dedicato un servizio ad Anffas in occasione del 63° anniversario dell’associazione. Il presidente Giancarlo D’Errico ha ribadito: “E’ ora di vaccinare le persone con disabilità”.