Giornata di formazione sul tema: AFFETTIVITA’ E SESSUALITA’ NELL’AUTISMO relatore dssa Giulia Giovagnoli

La giornata di formazione è prevista per il 27 ottobre 2022 dalle 9 alle 17 nell’AUDITORIUM PARADISO VIALE B. RADICH 4 a Grugliasco (TO).
Questa formazione è inclusa nel Progetto Over 16 Piemonte, progetto di vita individuale nell’autismo, organizzata dall’ASL della Città di Torino (Centro regionale autismo adulti) e sottoscritto con il Ministero della Salute- Istituto Superiore di Sanità.
L’iscrizione è gratuita e la presentazione è diretta principalmente a famigliari di persone autistiche, ma è comunque ammessa la presenza di operatori.
Per potersi iscrivere è necessario mandare una mail a centroautismoadulti@aslcittaditorino.it, a questa verrà inviata una mail di conferma; sono previsti 150 posti, salvo restrizioni covid.

Presentazione del nuovo tram Hitachi studiato anche per le persone con disabilità

Lo scorso Venerdì 16 settembre è stato presentato alle associazioni del territorio torinese il nuovo mezzo che viaggerà sulla rete tranviaria della nostra città. L’Anffas Torino ha avuto il piacere di partecipare all’evento ed interfacciarsi con l’ingegnere che si occupa della messa in funzione.
Il nuovo veicolo sarà attrezzato anche per le persone con disabilità principalmente fisica, ma sono stati previsti anche i bisogni delle persone con disabilità intellettiva?
Questa giornata ci ha permesso, ancora una volta, di provare a fare chiarezza sul concetto di disabilità intellettiva, che spesso viene considerata meno impattante di quella fisica, ma così non è!
Proprio perché “Nulla è come appare”, il nostro ruolo è quello di promuovere l’inclusione sociale, in tutti i contesti della vita, di tutte le persone con disabilità intellettiva e disturbi del neuro-sviluppo e ci auguriamo che questo incontro sia uno dei tanti momenti in cui poter dare voce ai loro diritti .

Fai una donazione con Satispay

Oltre alle modalità già conosciute, la novità di Anffas permette di poter contribuire con le donazioni anche tramite l’applicazione per smartphone, tablet e pc Satispay: siamo presenti nel circuito come Anffas Torino APS, oppure basta inquadrare con l’app di Satispay il QR code sull’immagine di copertina .

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Disability Card

Cos’è?

La Carta europea della disabilità, denominata Disability Card, è una tessera che permette l’accesso ai servizi e benefici per le persone con disabilità. L’obiettivo è quello di contribuire alla piena inclusione delle persone diversamente abili nella vita sociale delle comunità e che permetta un rapporto di reciprocità con gli altri Paesi dell’Unione europea.

Chi ne ha diritto?

Hanno diritto alla Disability Card coloro che hanno ottenuto anche solo uno dei seguenti riconoscimenti:

• invalidi civili maggiorenni con invalidità certificata superiore al 67%;
• invalidi civili minorenni;
• cittadini con indennità di accompagnamento;
• cittadini con certificazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, legge 5 febbraio 1992, n. 104;
• ciechi civili;
• sordi civili;
• invalidi e inabili ai sensi della legge 12 giugno 1984, n. 222;
• invalidi sul lavoro con invalidità certificata maggiore del 35%;
• invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa o con menomazioni dell’integrità psicofisica;
• inabili alle mansioni ai sensi della legge 11 aprile 1955, n. 379, del d.p.r. 29 dicembre 1973, n. 1092 e del d.p.r. 27 luglio 2011, n. 171, e inabili ai sensi dell’articolo 13, legge 8 agosto 1991, n. 274 e dell’articolo 2, legge 8 agosto 1995, n. 335;
• cittadini titolari di trattamenti di privilegio ordinari e di guerra.

Come funziona?

Esibendo la propria carta europea della disabilità – Disability Card, i titolari della stessa, senza richieste ulteriori da parte di amministrazioni dello Stato o dei soggetti pubblici e privati che hanno sottoscritto apposite convenzioni, avranno diritto ad usufruire delle agevolazioni previste per le persone con disabilità.

La Carta europea della disabilità è valida fino alla permanenza della condizione di disabilità prevista e comunque per non più di dieci anni dal momento del rilascio.

In quali occasioni può essere utilizzata?

La Disability Card permette l’accesso d’attività e/o servizi gratuiti o a costo ridotto in materia di trasporti, cultura e tempo libero sul territorio nazionale e in altri Paesi dell’Unione europea.

Come si ottiene?

Occorre presentare la domanda sul sito dell’INPS accedendo all’area personale col proprio SPID o CIE (Carta di Identità Elettronica) oppure la presentazione della domanda potrà essere effettuata dal cittadino avvalendosi di associazioni rappresentative delle persone con disabilità abilitate dall’INPS all’uso del canale telematico, ad esempio l’ANFFAS.

Come devo fare per chiedere all’Anffas di presentare la mia domanda?

Occorre fissare un appuntamento telefonando al n. 011 381.07.23 dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:45.

Successivamente sarà necessario recarsi fisicamente all’appuntamento nella sede dell’Anffas Torino in via Carlo Bossi n. 24 a Torino

Quali sono i documenti necessari per richiedere la Disability Card alle associazioni
rappresentative delle persone con disabilità abilitate dall’INPS ( tra cui Anffas)?

          Se la Card è per se stesso:
• C.I e C.F
• Verbale invalidità (solo se ha l’invalidità ma non percepisce un corrispettivo perché lavora o altro)
• Fototessera (fondo bianco, immagine centrata e nitida e pixel minimi 413×527)
          Se la Card è per minore, per tutelato o amministrato:
• C.I e C.F (sia del genitore, tutore o amm. Di sostegno sia del titolare della card)
• Verbale invalidità (solo se ha l’invalidità ma non percepisce un corrispettivo perché lavora o altro)
• Per tutori/amministratori: DECRETO DI NOMINA
• Fototessera (fondo bianco, immagine centrata e nitida, e pixel minimi 413×527)

CHIUSURA ESTIVA SEDE

Informazione di servizio.

La sede di Fondazione Anffas Torino Dignitade di via Carlo Bossi, 24 a Torino sarà chiusa per la pausa estiva da lunedì 8 agosto a lunedì 22 agosto, periodo in cui non sarà possibile accedere alla segreteria e agli sportelli di consulenza e informazione  SAI e APL.

Rimangono, invece, sempre aperti i centri diurni  “Fiesole” di via Fiesole 15/C e “L’Unica” di via De Sanctis 12 a Torino, oltre naturalmente alla comunità alloggio.

Arrivederci a presto.

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Sono aperte le iscrizioni al “Corso pratico-teorico Challenging Behavior, parte 1”

Soggiorno estivo Anffas: la scoperta della Sicilia

Nel mese di luglio Anffas organizza il soggiorno estivo dedicato a giovani dello spettro autistico, accompagnati da esperti professionisti che li seguiranno nelle attività ludiche e formative di tutti i giorni. Alloggiati in comodi appartamenti a Butera ridente e tranquillo paesino della provincia di Caltanissetta, il cui centro storico è situato a 400 slm, il gruppo vivrà diverse esperienze di vita, lontano dal contesto familiare, diventando una preziosa opportunità di inclusione sociale e di indipendenza in un contesto divertente e sicuro grazie ai giusti supporti garantiti dall’alta professionalità degli accompagnatori. Gite al mare, passeggiate e visite presso i paesi di Butera, Gela, templi di Agrigento, Cefalù, Caltagirone, permetteranno di scoprire una Sicilia dimenticata e di sperimentare qualche giornata in un contesto estraneo a quello quotidiano. Il gruppo sarà guidato nelle attività giornaliere da un nutrito gruppo di professionisti, sempre a disposizione per qualsiasi bisogno: la loro presenza è fondamentale non solo nelle piccole necessità, ma anche per fornire un supporto ai giovani su come gestire situazioni di indipendenza che non hanno mai sperimentato, garantendo così il coinvolgimento attivo e strutturato di ciascun partecipante.

Gli obiettivi prefissati per il soggiorno sono:

  • Applicazione delle abilità acquisite. Uscite serali ed escursioni permettono ai ragazzi di conoscere ed instaurare nuovi rapporti sociali, comunicativi e comportamentali. All’inizio della vacanza-convivenza, ogni partecipante riceverà una piccola lista di compiti da rispettare e di “consigli utili” in modo da seguire un adeguato comportamento per una convivenza più semplice e costruttiva all’interno del gruppo.
  • Reportage su una Sicilia dimenticata. Durante e dopo la permanenza a Butera, il gruppo, insieme al supporto degli accompagnatori, realizzerà un reportage composto di foto e video in cui secondo il loro punto di vista racconteranno quella parte della Sicilia dimenticata, fatta di meravigliosi paesaggi, racconti e rovine, riscoprendo antiche radici. L’obbiettivo è quello di insegnare a raccontare, far collaborare tutto il gruppo, sperimentarsi nelle tecniche multimediali ed esprimere secondo i propri gusti ciò che si è visto e provato durante il soggiorno.
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CinemAutismo 2022, 30 marzo e 2 aprile

Anffas Torino APS e Fondazione Anffas Torino Dignitade Onlus sostengono la XIV edizione di CinemAutismo nella giornata dedicata: il 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, anche online.

Questo evento nasce più di 13 anni fa dall’idea di Paolo Maranini e Marco Mastino che, notando sempre più il significativo interesse del cinema verso il mondo dell’autismo, decidono di dedicare a tal proposito un’intera rassegna cinematografica. Grazie all’immediatezza e al coinvolgimento emotivo delle scene, è stata pensata con lo scopo di avvicinare il più possibile la società ad un mondo vasto, variegato ed ancora troppo poco conosciuto com’è l’autismo: stimolare la curiosità ed il dibattito sono fondamentali per aumentare l’informazione e per rendere l’argomento meno “invisibile”. Produzioni interamente dedicate al tema dell’autismo risultano essere una delle metodologie migliori e più impattanti per far percepire al pubblico ed al mondo esterno che l’autismo esiste ed in tante forme diverse: a volte con le immagini si possono trasmettere e capire molte più cose.

Dalla sua prima edizione a Torino il 26 maggio 2009 con il primo titolo di “Un minimo gesto” e la collaborazione con Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC), ad oggi è diventato un evento in rapida crescita, arrivando a rappresentare un punto di riferimento a livello nazionale, accogliendo ogni anno un grande numero di curiosi spettatori.

Per rimanere informati sul programma dell’evento e sulle proiezioni di questa edizione consigliamo di consultare le pagine di Facebook e Instagram di CinemAutismo: qui saranno anche pubblicati eventuali dettagli.

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“Sul sentiero blu”: ragazzi autistici in viaggio

La ricerca del giusto contatto e della giusta distanza sembrano essere la questione al centro dell’ultima opera di Gabriele Vacis. Obiettivo specifico che si dichiara fin dai primissimi fotogrammi: quando la macchina da presa, subito gettata in medias res, si insinua cautamente in mezzo al gruppo di ragazzi in procinto di partire per il cammino lungo la Via Francigena.
L’occhio cinematografico punta, dunque, immediatamente a instaurare un rapporto con i ragazzi autistici protagonisti della storia; a “stare con”, ad accompagnare e interagire per vie che non vengano avvertite come indiscrete e, come sempre il cinema richiede, che vadano a scavare sulla superficie delle cose al fine di restituire una realtà autentica, seppure figlia propria dell’artifizio filmico. Il contatto istituito dalla macchina da presa è, tuttavia, nella forma delle cose, uno soltanto degli elementi da considerare quando costituire il contenuto diegetico è la dimensione autistica stessa; quando ciò che lo spettatore si trova a osservare è “una condizione dello stare al mondo” che giustappunto nelle interazioni sociali può facilmente fare attrito. Pertanto, quello che la voice over iniziale annuncia come “impresa che ha dello straordinario” non è che l’operazione stessa dello stare insieme: allontanandosi, prima di tutto, dalle consolatorie routine del quotidiano; dal porto sicuro della famiglia; da ciò che, stereotipato, ritualizzato in infiniti modi, viene spesso prodotto come strumento di protezione o tentativo di (ri)costituire un ordine. E ricominciare dal con-tatto col gruppo, con la natura, con una realtà che turba e commuove.

Il cammino lungo l’antica Via Francigena, 200 km in totale, suddivisi in 20 km giornalieri fino a Roma,  per il gruppo di ragazzi assume da subito i tratti caratteristici del famigerato “viaggio dell’eroe” trapiantato dal mito al cinema: lo scoramento nei momenti di più grande difficoltà; le salite e le cadute durante il tragitto; i personaggi incontrati che potranno aiutare i protagonisti o esser loro di intralcio; la forza d’animo che spinge l’eroe a proseguire nonostante la fatica; la presa di coscienza di limiti e capacità individuali; la crescita interiore che l’avventura potrà apportare a ciascuno.

Il viaggio (quindi il film), ad ogni tappa, si arricchisce sempre più di nuove immagini; di storie vere o simulate; popolandosi di personaggi disneyani e biblici; indovinelli e giochi tirati in ballo per passare il tempo e sentire meno la fatica. Il percorso si arricchisce, dunque, di nuovi punti di vista sul mondo.

I ragazzi, con il sostegno dei loro educatori, imparano a esprimere per immagini e similitudini sentimenti di gioia, rabbia, sofferenza; portando così in superficie tutta la loro ricchezza interiore, luoghi comunemente sepolti sotto stereotipie e/o parole ossessionate. È esattamente in quei meandri di libera espressione che emergono prepotentemente sentimenti di potenza universale: il desiderio di   vedere   un’aquila   volare   libera, canticchiare   all’unisono con la natura, guardare l’altro e desiderare solo d’esser ricambiati. Non ci sono storie d’amore funzionali costruite intorno a questi personaggi; bensì, incontri che hanno il carattere impetuoso e inspiegabile dell’evento. Perché, per definizione, un incontro accade realmente solo all’infuori di ciò che è programmato e programmabile; oltre le dinamiche e i ruoli sociali precostituiti; fuori dalla regolazione del mondo alla quale il gruppo cerca tuttavia di adattarsi imparandone i codici.

Ciononostante, il film di Vacis lascia indietro l’aspetto educativo, quell’imparare a stare nel mondo neuro tipico per non esser ritenuti dei “diversi”, perché sa dove andare a cercare la magia.

Nel vento, tra i fili d’erba, nelle dinamiche di sguardo impreviste.

Così, l’incontro ultimo, “miracolosa” conclusione del pellegrinaggio, non sarà da considerarsi occasione per mettere in atto le tecniche del saluto apprese durante il percorso. Sarà, al contrario, possibilità di abbattere la barriera della distanza imposta, la foto di gruppo tutti insieme, vicinissimi alla figura del Papa, e imparare la lezione più grande alla quale l’eroe potesse in ultimo sopraggiungere. Conservare, comunque sia, la magia interiore. Umorismo e cuore.

Martina Puliatti