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Dopo di noi: attenzione alle comunità per minori e ai centri residenziali

“Revoca dell’autorizzazione alla comunità per minori Dafne di Rocchetta Belbo, nel Cuneese. Lo ha deciso la commissione di vigilanza in seguito all’ispezione avvenuta a inizio settembre su segnalazione dell’assessora regionale Chiara Caucino, dopo la denuncia di un padre che aveva presentato una querela ai carabinieri di Chivasso e pubblicato sui social un video del figlio durante una visita a fine agosto”.

Così un articolo di Repubblica (clicca qui) di ieri, sull’argomento trattato anche in un articolo di Gianluca Nicoletti pubblicato sul sito www.pernoiautistici.com, intitolato “Che ci sbattiamo a fare per il dopo di noi? 10 cervelli ribelli chiusi in gabbia valgono 100.000 euro al mese” (clicca qui) nel quale viene riproposto anche il servizio di Rete 4, curato dalla giornalista Raffaella Regoli, che aveva denunciato questo scandalo.

L’INTERVENTO DI ROBERTO SPEZIALE

È intervenuto a proposito anche il presidente nazionale di Anffas, Roberto Speziale: “Queste sono le tipologie di strutture che, dopo la 180 che ha chiuso i grandi manicomi, sono state create ma cambiandogli nome. Questo ha lavato le coscienze di tanti ma sempre “discariche umane rimangono”. La sedazione pesante e il totale annichilamento delle persone ne rimane il principale approccio. Mi sono battuto e, per qualche breve momento ci ho anche creduto, che l’aver fatto la legge 112, conferendo una priorità alla deistituzionalizzazione proprio da questa tipologia di strutture e dai grandi istituti, avrebbe avviato un percorso virtuoso per offrire una alternativa di qualità alle esigenze di residenzialità ove non più possibile continuare a vivere nella abitazione di origine con i propri familiari o si desiderasse avviare un proprio percorso di affrancamento dalla famiglia di origine. (…) Ma che ci piaccia o no è proprio la legge 112 la vera ed unica soluzione, magari aggiornandola e semplificandola come sta cercando di fare l’apposita commissione recentemente costituita dal premier Conte”.

LA LEGGE 112/2016

Che cos’è la Legge 112? “La legge “Dopo di Noi” è entrata in vigore il 25 giugno 2016 e propone per la prima volta un piano volto a garantire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone affette da disabilità gravi e, soprattutto, propone un piano per il supporto ai disabili gravi dopo la perdita del sostegno dei genitori.

Clicca qui per il testo completo della Legge 112/2016

ANFFAS TORINO

Anffas Torino, come altre Anffas a livello nazionale, gestisce direttamente le strutture diurne e le strutture residenziali, proprio per evitare che si creino situazioni riprovevoli come quella della comunità per minori Dafne.

Inoltre, per aiutare le famiglie a muoversi tra leggi e burocrazia, lo sportello S.A.I. è sempre disponibile ad ascoltare le esigenze di ciascuno e cercare insieme la giusta sioluzione.

GUARDA IL SERVIZIO-DENUNCIA DI RAFFAELLA REGOLI

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“Incremento al milione” delle pensioni per invalidi totali estese ai maggiorenni

Con la circolare n. 107 del 23 settembre 2020, l’INPS ha decretato “il riconoscimento del c.d. “incremento al milione” dal compimento del diciottesimo anno di età nei confronti dei soggetti invalidi civili totali, sordi o ciechi civili assoluti”, ossia l’aumento della pensione sino a un massimo di 651,51 euro mensili. Tale incremento, con la precedente normativa, era riconosciuto al compimento del sessantesimo anno di età, mentre adesso è esteso a tutti i maggiorenni.

SCARICA LA CIRCOLARE INPS numero 107 del 23/09/2020

Questa la motivazione: “Secondo la Corte Costituzionale il requisito anagrafico di sessanta anni è irragionevole e discriminatorio perché il soggetto totalmente invalido, pur se di età inferiore ai sessanta anni, si trova in una situazione che non è certo meritevole di minor tutela rispetto a quella in cui si troverebbe al compimento del sessantesimo anno di età (…) Le parole “di età pari o superiore a sessanta anni” sono sostituite dalle seguenti: “di età superiore a diciotto anni”.

IN COSA CONSISTE L’AUMENTO DELLA PENSIONE

Questo si traduce in un aumento tale da raggiungere totalmente fino a 651,51 euro mensili che verrà erogato, qualora siano rispettati alcuni limiti reddituali, a invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità o di pensione di inabilità di cui alla legge n. 222/1984, (pensione di inabilità lavorativa) dai 18 ai 60 anni.

CHI HA DIRITTO ALL’AUMENTO DELLA PENSIONE

Qualora rientrino in precisi limiti reddituali, hanno diritto ad una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità i titolari di:

  • pensione di inabilità (invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi)
  • pensione di inabilità di cui alla legge n. 222/1984

tra i 18 e i 60 anni.

Sono esclusi gli invalidi parziali.

I LIMITI REDDITUALI PER L’AUMENTO DELLA PENSIONE

Rispetto ai requisiti reddituali va fatto notare che all’aumentare del reddito diminuisce progressivamente l’incremento: per questo non si tratta di un aumento standard uguale per tutti. Inltre i limiti di reddito cambiane a seconda che il soggetto sia solo o sposato.

Qui i requisiti reddituali (importi 2020):

a) il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63 euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);

b) il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere:

  • redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro;
  • redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.

Se entrambi i coniugi hanno diritto all’incremento, questo concorre al calcolo reddituale. Pertanto, nel caso in cui l’attribuzione del beneficio a uno dei due comporti il raggiungimento del limite di reddito cumulato, nulla è dovuto all’altro coniuge. Se invece il limite non viene raggiunto, l’importo dell’aumento da corrispondere a un coniuge deve tener conto del reddito cumulato comprensivo dell’aumento già riconosciuto all’altro.

COME CALCOLARE I LIMITI REDDITUALI

Ai fini della valutazione del requisito reddituale concorrono i redditi di qualsiasi natura, ossia i redditi assoggettabili ad IRPEF, sia a tassazione corrente che a tassazione separata, i redditi tassati alla fonte, i redditi esenti da IRPEF, sia del titolare che del coniuge.
Non concorrono al calcolo reddituale:

  • il reddito della casa di abitazione,
  • le pensioni di guerra,
  • l’indennità di accompagnamento,
  • l’importo aggiuntivo di 300.000 lire (154,94 euro) previsto dal comma 7 dell’articolo 70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
  • i trattamenti di famiglia,
  • l’indennizzo previsto dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.

COME FARE PER AVERE LA MAGGIORAZIONE

La maggiorazione segue strade diverse a seconda che si tratti della pensione di inabilità assistenziale o previdenziale. Pertanto, fermo restando il possesso dei requisiti previsti:

  • agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità a decorrere dal 20 luglio 2020 è riconosciuta d’ufficio (quindi senza bisogno di presentare domanda)
  • i soli titolari di pensione di inabilità previdenziale di cui alla legge n. 222/1984 devono invece presentare domanda. In questo caso il beneficio viene attribuito dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, sempreché ricorrano le condizioni reddituali e il compimento dell’età stabilita dalla disposizione. L’INPS precisa inoltre che la decorrenza non può comunque essere anteriore al 1° agosto 2020. Per i titolari di pensione di inabilità che presentino la domanda di beneficio entro il 9 ottobre 2020, può essere riconosciuta la decorrenza dal 1° agosto 2020, ove espressamente richiesto.”

In caso di dubbi o necessità particolari, chiedi informazioni allo Sportello S.A.I. di Anffas Torino al al numero 011-3810723

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TUTTI a scuola! Per una scuola inclusiva anche ai tempi del Covid-19

Con questo opuscolo – realizzato a cura del gruppo scuola di Anffas Nazionale – si vogliono informare tutti gli studenti, con particolare attenzione per studenti con disabilità, nonché le loro famiglie, della ripresa inclusiva delle attività scolastiche per l’anno 2020/2021. Si parlerà, infatti, dei diritti e delle misure di sicurezza da rispettare per proteggere se stessi e gli altri, anche per dissipare le incertezze, i timori e le false informazioni che stanno girando freneticamente in questi giorni, soprattutto sui social. Al tempo stesso si vogliono avanzare, sinteticamente e in ottica assolutamente collaborativa, proposte, indicazioni e materiali operativi da utilizzare per il rientro in classe degli alunni con disabilità.

Infatti, per gli alunni con disabilità, soprattutto intellettiva e disturbi del neurosviluppo, l’anno scolastico 2019/2020 non si è di certo concluso in bellezza. Molti sono stati i disagi vissuti durante la pandemia dalle famiglie e dagli stessi alunni, che molto spesso, senza i giusti sostegni, non hanno potuto efficacemente fruire della didattica a distanza, rimanendo spesso isolati dal gruppo classe, tutto ciò con maggiore sacrificio del diritto allo studio e dell’inclusione scolastica. I compagni, nel frattempo, hanno potuto portare avanti il percorso educativo e scolastico, seppur con tutti i limiti del caso, potendo sfruttare in modo più efficace le potenzialità di tale strumento. Questo è lo scenario di partenza e da qui occorre ripartire, senza che più alcun diritto sia sacrificato.

L’auspicio è che in maniera agile si possano fornire poche ma chiare coordinate per creare quel rapporto di corresponsabilità tra scuole-famiglie-alunni ed enti del territorio che possa rendere effettivamente fruibile, in condizioni di sicurezza il percorso scolastico ed educativo di tutti gli alunni, nessuno escluso, perché sin da questi primi giorni di avvio ci sia una… Buona scuola per tutti!!

Anffas – Tutti a scuola! – ed. settembre 2020

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Aggiornata la guida alle agevolazioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate

È liberamente consultabile online l’edizione 2020 della guida “Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità”, pubblicazione realizzata ormai da parecchi anni dall’Agenzia delle Entrate, che illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefìci fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità (figli a carico, veicoli, altri mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici, abbattimento delle barriere architettoniche, spese sanitarie e assistenza personale), indicando le persone che ne hanno diritto.

Figli a carico, veicoli, altri mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici, abbattimento delle barriere architettoniche, spese sanitarie e assistenza personale: sono i temi trattati nella nuova edizione della guida Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità, pubblicata online nelle scorse settimane dall’Agenzia delle Entrate, aggiornamento di una pubblicazione che viene curata ormai da parecchi anni, con l’obiettivo, come viene scritto nelle pagine introduttive di «illustrare il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefìci fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità, indicando con chiarezza le persone che ne hanno diritto».

Questo il link al quale la guida è liberamente consultabile.

Fonte: www.superando.it

 

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Come affrontare i comportamenti problema nell’autismo? Ce lo spiega Roberto Keller

In questo video del Centro Studi Erickson, il dottor Roberto Keller spiega come capire i comportamenti problema al fine di gestirli al meglio. Dopo aver decodificato il comportamento problema sarà possibile mettere in atto delle strategie di intervento.

Medico, specialista in psichiatria, neuropsichiatria infantile, psicoterapeuta, Keller è responsabile del Centro Pilota della Regione Piemonte per i Disturbi dello spettro autistico in età adulta presso ASL TO2. Dirigente medico di psichiatria presso il Dipartimento di salute mentale ASL TO2. Docente a contratto presso la Scuola di specializzazione in Psicologia clinica dell’Università di Torino e autore di circa cento pubblicazioni a livello nazionale e internazionale e docente a livello nazionale in numerosi corsi ECM.

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Una guida alla sicurezza online per DSA

«Tutti dovrebbero potersi sentire al sicuro online», scrive John Bennet, ingegnere esperto di dati e comunicazioni, su WizCase, un blog gestito da esperti nel testare e valutare gli strumenti e i prodotti della cybersicurezza. Ma navigare in internet espone a molte insidie, dal bullismo ai crimini virtuali, e se questo è vero per chiunque, a prescindere dalla propria estrazione sociale, lo è ancora di più per le persone con disturbi dello spettro autistico. Pubblicata sul blog, la Guida alla Sicurezza su Internet per Individui con disturbo ASD, ove l’acronimo ASD sta per “disturbo dello spettro autistico”, nasce proprio per andare incontro alle esigenze delle persone con autismo ed è fruibile online.

Clicca qui per consultare la guida

L’autismo, com’è noto, è una disabilità dello sviluppo che influisce sul modo in cui una persona comunica e si rapporta con le altre persone. In concreto, proprio perché si parla di “spettro”, esso si può manifestare con modalità più o meno severe. Semplificando molto, si può distinguere tra forme di autismo “ad alto funzionamento”, nelle quali la persona è capace di comunicare verbalmente ed è dotata di un’intelligenza normale o, in alcuni casi, addirittura superiore alla media, e forme di autismo “a basso funzionamento”, nelle quali la persona non riesce ad usare il linguaggio in modo appropriato e la capacità cognitiva risulta compromessa. La Guida presentata da Bennet si riferisce alle prime, nel momento in cui definisce il disturbo dello spettro autistico come «un disordine dello sviluppo che impatta il comportamento e la comunicazione. Chi presenta questo tipo di disturbo tende a vivere una vita relativamente normale, ma può necessitare di supervisione ed avere una capacità di giudizio non matura: tale tratto è stato identificato come pericoloso, se questi individui non vengono sorvegliati durante l’utilizzo dei loro dispositivi nel cyberspazio».

Queste caratteristiche non influiscono solo sulla capacità delle persone con autismo di riconoscere e fronteggiare i rischi delle diverse interazioni sociali, ma le espongono anche a quelli di «sviluppare abitudini compulsive online e dipendenze da internet», e di «essere più influenzabili dall’esposizione ai contenuti inappropriati».

Partendo dunque da questi elementi, la Guida sviluppa i seguenti argomenti:

  • Cyber-bullism
  • Comprendere il contesto dei messaggi online
  • iventare una vittima di truffe, manipolazione o hackeraggio
  • Esposizione a contenuti inappropriati
  • Sovraccarico sensoriale su Internet
  • Dipendenza da Internet
  • Come proteggerti sui social network più famosi
  • Appuntamenti online e ASD
  • Come capire se una persona è davvero chi dice di essere
  • Segnali che qualcosa possa essere sbagliato online
  • Modi per incrementare la sicurezza online del tuo bambino
  • Conclusioni

La Guida è ben articolata e fornisce indicazioni semplici su come affrontare le diverse situazioni. Essa fa spesso ricorso a realizzazioni grafiche con disegni esplicativi, e sebbene i testi di queste ultime siano in inglese, tutti i contenuti delle scritte sono tradotti in lingua italiana nella parte discorsiva. Nel complesso vi si tenta di trovare il giusto equilibrio tra divertimento e attenzione alle minacce. «Goditi il tuo tempo trascorso online, ma ricorda: sii sempre attento e tieni gli occhi aperti!», è infatti l’istruzione conclusiva.

Fonte: www.superando.it

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Come e perché devolvere il 5 per mille ad Anffas Torino

Perché devolvere il 5 per mille ad Anffas Torino? Per aiutare in modo concreto, senza alcuna spesa aggiuntiva, l’associazione che rappresenta e sostiene le famiglie di persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo.

Un aiuto necessario come non mai in questo periodo di difficoltà sanitaria e sociale dovuto al Covid-19: le persone con disabilità sono state “dimenticate” nella fase 1, dobbiamo fare in modo – tutti insieme – che la musica cambi nella fase 2. Bisogna garantire la massima sicurezza nei centri residenziali, riaprire i centri diurni con altrettanta sicurezza, attivare un’adeguata assistenza domiciliare. Bisogna ridefinire i bisogni e i servizi, attivare percorsi di continuità scolastica e di inserimento lavorativo: fondamentale è quindi il sostegno economico alle famiglie, diretto e tramite defiscalizzazione. Serve una rappresentanza forte e ferma sui tavoli politici e amministrativi.

Anffas Torino non si è fermata un solo giorno, in questo suo impegno per aiutare chi vive situazioni di difficoltà rese ancora più aspre dal difficile periodo che stiamo vivendo. Ora anche tu puoi fare la tua parte, destinando ad Anffas Torino la tua quota del 5 per 1000 e invitando tutti i tuoi parenti, amici e semplici conoscenti a fare altrettanto.

Devolvere il 5 per 1000 non costa nulla; si tratta di un importo che lo Stato, invece di incassare, destina a enti non profit e soggetti che svolgono attività di rilevanza sociale.

Ogni contribuente potrà indicare il destinatario del 5 per mille in due modalità:

  • nell’apposita “Scheda per la scelta della destinazione del 5 per mille dell’Irpef”, allegata al CUD
  • nell’apposito spazio dei modelli 730 o UNICO

Basta la tua firma e il nostro codice fiscale 97622570014.

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Estensione dei permessi L104 /99 – COVID 19

La circolare INPS n. 45/2020 ha fornito indicazioni precise in merito alla fruizione del congedo per emergenza COVID-19 e di permessi indennizzati previsti dalla Legge 104/1992, introdotti dal decreto “Cura Italia” del Governo.

La misura prevede, tra l’altro, l’estensione dei giorni di permesso previsti dalla Legge 104 per i lavoratori che assistono una persona con disabilità in situazione di gravità, non ricoverata a tempo pieno, e per i lavoratori a cui è riconosciuta una disabilità grave. Tali permessi sono incrementati di 12 giorni per i mesi di marzo e aprile 2020, per un totale di 18 giorni complessivi di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativi (3 giorni marzo + 3 giorni aprile + 12 giorni D.L. n. 18/2020 = 18 giorni).

I giorni di permesso aggiuntivi spettano sia al lavoratore che assiste il familiare con disabilità che al lavoratore con disabilità. Chi assiste due persone, raddoppia il numero di giornate di permesso, che diventano quindi 24 giorni e vengono aggiunti a quelli a cui ha già diritto. Anche il lavoratore che fruisce dei permessi per sé e per assistere un familiare, secondo la circolare dell’INPS, può raddoppiare i giorni aggiuntivi (24 giorni). L’ammontare dei permessi retribuiti L. n. 104/92 è calcolato in base alla retribuzione effettivamente percepita.

L’estensione dei permessi retribuiti deve essere richiesta con modalità diverse, se il lavoratore abbia o meno un provvedimento di autorizzazione.

Il lavoratore che ha già un provvedimento di autorizzazione con validità comprensiva dei mesi di marzo e aprile, non deve presentare una nuova domanda. È già possibile godere delle predette ulteriori giornate e i datori di lavoro devono considerare validi i provvedimenti di autorizzazione già emessi.

Il lavoratore privo di provvedimento di autorizzazione in corso di validità deve presentare domanda secondo le modalità già in uso. Il provvedimento di autorizzazione che verrà emesso sarà considerato valido dal datore di lavoro ai fini della concessione del numero maggiorato di giorni.

I lavoratori dipendenti per i quali è previsto il pagamento diretto dell’indennità da parte dell’INPS (lavoratori agricoli e lavoratori dello spettacolo a tempo determinato), devono presentare una nuova domanda secondo le consuete modalità solo nel caso in cui non sia già stata presentata una istanza relativa ai mesi per cui è previsto l’incremento delle giornate fruibili.

Infine, i dipendenti pubblici, a differenza della generalità dei lavoratori dipendenti, non devono presentare la domanda all’INPS. Quest’ultima, infatti, deve essere presentata alla propria Amministrazione pubblica secondo le indicazioni fornite dalla stessa.

Circolare INPS 45/2020

Tabella agevolazioni lavorative per persone con disabilità e familiari di minori e di persone con disabilità

 

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Domande frequenti sulle misure per le persone con disabilità

Condividiamo la pagina del Governo – aggiornata di volta in volta – con tutte le informazioni utili sulle misure da prendere per le persone con disabilità.

Clicca qui per andare alla pagina.

ULTIMO AGGIORNAMENTO AL 18/03/2020

INFORMAZIONI

Dove posso reperire informazioni riguardo i provvedimenti del Governo in merito al contrasto del nuovo Coronavirus e relative alle persone con disabilità?
La Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute pubblicano tutti gli aggiornamenti relativi al nuovo Coronavirus su questo sito.
Aggiornamenti specifici relativi alle norme che riguardano le persone con disabilità sono pubblicati sul sito dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, dove vengono pubblicati anche i vademecum del Ministero della Salute in forma accessibile.
I bollettini del Dipartimento di Protezione Civile sono disponibili, anche in versione LIS (Lingua dei Segni Italiana) sul canale YouTube del Dipartimento. Gli estratti dei bollettini sono disponibili, in forma scritta, sul sito del Dipartimento.

Le persone sorde o con ipoacusia, a chi devono rivolgersi per informazioni sul nuovo Coronavirus?
Le persone sorde o con ipoacusia per avere informazioni possono utilizzare l’indirizzo email a loro dedicato 1500coronavirus@sanita.it

Quando verranno distribuite mascherine alle persone con disabilità e a chi si occupa della loro assistenza?
La Protezione Civile riconosce la condizione di particolare fragilità delle persone con disabilità e di chi le assiste. Tuttavia, considerata la difficoltà nel reperimento delle mascherine, queste verranno prima distribuite negli ospedali e al personale sanitario. Subito dopo, potranno essere distribuite anche alle altre categorie di persone più a rischio. Qualsiasi novità sulla distribuzione delle mascherine alle persone con disabilità verrà pubblicata su questo sito.

SPOSTAMENTI

Mi devo spostare per assistere una persona con disabilità a casa sua, posso muovermi senza incorrere in sanzioni?
Sì, se lo spostamento è determinato da situazioni di necessità e non è possibile fare diversamente. L’esigenza deve essere comunque autocertificata. Tuttavia è strettamente necessario attenersi alle regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili.

Posso uscire per assistere una persona con disabilità?
Sì. Solo se non è possibile fare diversamente, puoi uscire per assistere una persona con disabilità nelle faccende urgenti come fare la spesa o acquistare beni di prima necessità (medicine, presidi medici etc). Lo spostamento deve essere determinato da una situazione di necessità che deve comunque essere autocertificata. Rimane strettamente necessario attenersi alle regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili.

Assisto per lavoro una persona con disabilità, posso muovermi senza incorrere in sanzioni?
Sì, se lo spostamento è determinato da comprovate esigenze lavorative che devono essere comunque autocertificate. Tuttavia è strettamente necessario attenersi alle regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili.

Per la mia condizione di salute necessito di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta (passeggiate, attività fisica), posso uscire di casa?
Sì. Se strettamente necessario e non è possibile fare diversamente, puoi uscire rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività sportive di gruppo e gli assembramenti). La raccomandazione è comunque quella di rimanere a casa e anche in questo caso l’esigenza necessita di essere autocertificata.

Posso accompagnare un mio familiare che, per la sua condizione di salute, necessita di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta (passeggiate, attività fisica)?
Sì. Se strettamente necessario e non puoi fare diversamente, puoi uscire rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività sportive di gruppo e gli assembramenti). La raccomandazione è comunque quella di rimanere a casa e anche in questo caso l’esigenza necessita di essere autocertificata.

Ulteriori informazioni relative al Decreto #IoRestoaCasa sono disponibili a questo link.

CENTRI PER DISABILI

Rimangono aperti i centri diurni per disabili?
No. Per contrastare e contenere il diffondersi del virus e tenuto conto della difficoltà di far rispettare le regole di distanziamento sociale in questo tipo di strutture, saranno chiusi – fino al 3 aprile – i Centri semiresidenziali a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario, a prescindere da come siano denominati dalle normative regionali.
Sono esclusi, su decisione delle ASL e d’accordo con i gestori, i Centri in cui vengono effettuate prestazioni sanitarie indifferibili a condizione che si possa garantire il rispetto delle previste misure di contenimento del virus.

In caso di chiusura dei centri diurni per disabili, sono garantite le prestazioni sanitarie fondamentali?
Sì. Le regioni e le province autonome hanno facoltà di istituire unità speciali atte a garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a domicilio.
Inoltre, su decisione delle ASL e d’accordo con i gestori, i Centri in cui vengono effettuate prestazioni sanitarie indifferibili rimangono attivi a condizione che si possa garantire il rispetto delle previste misure di contenimento del virus.

Come posso verificare se nella mia Regione è attiva l’unità speciale per l’assistenza sanitaria a domicilio per le persone che frequentano i centri diurni per disabili?
Puoi verificarne l’attivazione contattando la tua Regione tramite i numeri verdi regionali dedicati.

L’assenza dalle attività del Centro durante l’emergenza ne comporta l’esclusione?
No. Se durante lo stato di emergenza ci si assenta dalle attività dei strutture sottoposte a chiusura o di quelle ancora aperte non si perderà il diritto a frequentare il Centro.

Sono un lavoratore dipendente, posso assentarmi dal luogo di lavoro per assistere mio figlia/figlio con disabilità rimasto a casa dopo la chiusura dei centri diurni per disabili?
Sì. Fino al 30 aprile, si può comunicare preventivamente al datore di lavoro la necessità di assentarsi e motivarla con l’esigenza di assistere il convivente con disabilità. L’assenza viene in questo caso considerata causa di forza maggiore e il lavoratore è tutelato dalla possibile minaccia di licenziamento.

Sono un lavoratore dipendente, posso chiedere lo smart working (o lavoro agile) per stare vicino ad un mio parente rimasto a casa dopo la chiusura dei centri diurni per disabili?
Sì. E’ un tuo diritto utilizzare in questo caso lo smart working (o lavoro agile), a patto che questa modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa normale.

Posso chiedere dei permessi per stare a casa con mio figlio dopo la chiusura delle scuole e dei Centri semi-residenziali per disabili?
Sì. Sono previsti congedi per i genitori di figli ospitati nei Centri semi-residenziali sottoposti a chiusura a prescindere dall’età.
Nello specifico, i genitori di figli lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire di 15 giorni di congedo (continui o frazionati) per i quali è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione.
I genitori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata hanno diritto ad uno specifico congedo per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50 per cento di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata per la determinazione dell’indennità di maternità. La stessa indennità è estesa anche ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è calcolata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto. Il congedo è riconosciuto alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di 15 giorni.

Sono previsti bonus per le spese eccezionali di baby sitter dovute alla chiusura dei Centri?
Sì. E’ previsto un bonus 600 euro ai nuclei familiari per fare fronte alle spese per baby sitter dovute alla chiusura dei Centri semi-residenziali per disabili. Il bonus è valido le famiglie con figli ospitati nei Centri semi-residenziali sottoposti a chiusura a prescindere dall’età. Il bonus è alternativo ai congedi semi-retribuiti previsti per i genitori di figli ospitati nei Centri semi-residenziali sottoposti a chiusura.

LAVORO

Sono estesi i giorni di permesso della legge 104/1994?
Sì. I lavoratori che assistono una persona con disabilità e quelli cui è riconosciuta disabilità grave hanno a disposizione, complessivamente per i mesi di marzo e aprile 2020, 18 giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa.
Le persone che hanno diritto a tali permessi possono scegliere come distribuire i 18 giorni nei due mesi (i giorni di permesso non “scadono” a fine mese).

Sono un lavoratore dipendente cui è riconosciuta la disabilità grave (articolo 3, comma 3, legge 104/1992) posso chiedere lo smart working (o lavoro agile)?
Sì. E’ un tuo diritto utilizzare in questo caso lo smart working (o lavoro agile), a patto che questa modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa normale.

Sono un lavoratore dipendente con disabilità grave (articolo 3, comma 3, legge 104/1992), posso restare a casa dal lavoro?
Sì. Fino al 30 aprile, l’assenza dal lavoro in questi casi è equiparata al ricovero ospedaliero o alla quarantena obbligatoria (e quindi alla malattia).

Mi è stata certificata una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, posso restare a casa dal lavoro?
Sì. Fino al 30 aprile, l’assenza dal lavoro in questi casi è equiparata al ricovero ospedaliero o alla quarantena obbligatoria (e quindi alla malattia).

SCUOLA

Durante la sospensione del servizio scolastico, viene garantita l’assistenza agli alunni con disabilità?
Sì. Durante la sospensione del servizio scolastico e per tutta la sua durata, gli enti locali possono fornire, tenuto conto del personale disponibile, l’assistenza agli alunni con disabilità mediante erogazione di prestazioni individuali domiciliari. Queste prestazioni sono finalizzate al sostegno nella fruizione delle attività didattiche a distanza. I lavoratori che si spostano per fornire tali prestazioni necessitano comunque dell’autocertificazione, e devono rispettare le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili.

Posso chiedere dei permessi per stare a casa con mio figlio dopo la chiusura delle scuole?
Sì. Per il 2020, sono previsti congedi per i genitori di figli con disabilità grave frequentanti le scuole di ogni ordine e grado a prescindere dall’età.
Nello specifico, i genitori di figli lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire di 15 giorni di congedo (continui o frazionati) per i quali è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione.
I genitori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata hanno diritto ad uno specifico congedo per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50 per cento di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata per la determinazione dell’indennità di maternità. La stessa indennità è estesa anche ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è calcolata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto. Il congedo è riconosciuto alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di 15 giorni.

Sono previsti bonus per le spese eccezionali di baby sitter dovute alla chiusura delle scuole?
Sì. Per il 2020 è previsto un bonus 600 euro ai nuclei familiari per fare fronte alle spese per baby sitter dovute alla chiusura delle scuole. Il bonus è valido le famiglie con figli con disabilità grave frequentanti le scuole di ogni ordine e grado a prescindere dall’età. Il bonus è alternativo ai congedi semi-retribuiti previsti per i genitori di figli frequentanti le scuole di ogni ordine e grado a prescindere dall’età.

SERVIZI GARANTITI

Rimarranno aperti i negozi che vendono presidi, protesi, ortesi ed ausili (es. carrozzine)?
Sì. Rimarranno aperte farmacie, negozi di ortopedica, negozi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica (incluse le parafarmacie).