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Ufficio Pubblica Tutela, a ottobre interviste conoscitive con le famiglie di Anffas Torino

Nell’ambito del progetto “La cultura dei diritti”, a ottobre i soci di Anffas Torino verranno contattati dall’Ufficio Pubblica Tutela, nello specifico dagli avvocati Alessandro Manzo e Marta Perrulli, che stanno collaborando col nostro servizio SAI, per un’intervista volta a sondare le conoscenze delle famiglie circa gli strumenti di tutela e protezione giuridica per le persone fragili, quali per esempio i disabili intellettivi.

Queste interviste consentiranno all’Ufficio Pubblica Tutela, nell’ambito della propria funzione di coordinamento e monitoraggio, di individuare un campione significativo di famiglie che giornalmente devono relazionarsi con i propri parenti con disabilità intellettiva, analizzando la consapevolezza delle stesse famiglie rispetto alle potenzialità offerte dalla tutela/amministrazione di sostegno.

La raccolta di informazioni costituirà un valido aiuto per conoscere, seppur parzialmente, la situazione in atto, al fine di attivare migliori soluzioni per la protezione dei soggetti sottoposti a provvedimenti di tutela giuridica, nonché per consolidare il ruolo di service svolto in collaborazione da Anffas Torino e dalla pubblica amministrazione.

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Nasce un nuovo progetto: laboratori musicali per ragazzi con disabilità

Un nuovo progetto, legato alla musica, sta nascendo in seno ad Anffas Torino: si tratta di un laboratorio musicale rivolto ai ragazzi con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo, che si terrà nella sede di via Bossi 24 a Torino. Almeno in una prima fase, il laboratorio si avvarrà di istruttori volontari, persone che conoscano la musica e abbiano voglia di insegnare a piccoli gruppi di ragazzi a suonare uno strumento.

Domani, mercoledì 2 settembre, ci sarà il primo incontro preliminare, con una decina di ragazzi coinvolti e un genitore, chitarrista per passione, che metterà a loro disposizione le sue conoscenze musicali. Verranno strutturati, in base alle adesioni e alle disponibilità, delle classi di 3 o 4 ragazzi che periodicamente si riuniranno per iniziare un percorso di avvicinamento alla musica, che con il tempo potrà diventare un corso professionale.

Chi è interessato a partecipare ai laboratori musicali e chi abbiamo voglia di mettere a disposizione degli altri le sue conoscenze musicali, è invitato a contattare Anffas Torino al telefono 011-3810723 o alla mail segreteria@anffas.torino.it.

PERCHE’ UN LABORATORIO MUSICALE?

Senza voler entrare nel campo della musicoterapia, disciplina che richiede la partecipazione di personale adeguatamente formato, la musica è un linguaggio capace di comunicare, trasmettere emozioni, percezioni, informazioni, contenuti.

Le persone con disabilità intellettiva e relazionale, che spesso hanno difficoltà nell’utilizzare il sistema di comunicazione convenzionale, possono trovare nella musica un mezzo per interagire con gli altri, esprimere emozioni e bisogni, liberarsi dallo stress, dare sfogo alla propria creatività. Nello stesso tempo, la musica esercita l’autocontrollo, insegna le regole di utilizzo dello strumento e di convivenza con gli altri, perché suonare in compagnia è sempre più bello.

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Lutto – Si è spento a 84 anni Giovanni Piana. Vicini al dolore della sorella Angiolina

È mancato il 16 agosto, all’età di 84 anni, Giovanni Piana, la cui famiglia è da sempre è da sempre vicina ad Anffas Torino. Giovanni, da sempre disabile con un gravissimo ritardo mentale provocato da una anossia, è stato assistito per tutta la vita dalla sorella Angiolina, con una dedizione e un amore davvero straordinari.

Ricoverato alla metà di luglio per una emorragia cerebrale, Giovanni è rimasto in ospedale per quasi un mese senza poter avere il conforto di un familiare. Per chi è impossibilitato a comprendere le ragioni di un forzato allontanamento dalle persone care, un periodo di ricovero nelle condizioni imposte dalla pandemia difficilmente può essere interpretato diversamente da un abbandono. È stato un periodo straziante per tutti.

Fortunatamente la sorella Angiolina, membro storica della grande famiglia di Anffas, si è prodigata per riuscire a riportarlo a casa, dove si è spento nel suo letto il 16 agosto, all’età di 84 anni.

L’Anffas Torino partecipa al dolore di Angiolina, che si è dedicata per una vita ad accudire e proteggere il fratello, e porge le sue più sentite condoglianze alla famiglia Piana.

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Chiusura estiva da sabato 8 a domenica 23 agosto compresi

Gli uffici e la sede sede di Anffas Torino osserveranno due settimane di chiusura estiva, da sabato 8 a domenica 23 agosto compresi.

In quel periodo, per le urgenze sarà comunque attiva la segreteria telefonica al numero 011-3810723: lasciate nome e recapito, verrete richiamati al più presto.

Rimangono pienamente operativi il centro residenziali e il centro diurno di via Fiesole e il centro diurno di via De Santis.

Da lunedì 24 agosto, le attività di Anffas Torino ricominceranno a pieno regime.

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Anffas vuol dire amicizia: una vacanza da ricordare a Tortoreto Lido

Tortoreto Lido, provincia di Teramo, Abruzzo. È qui che nove ragazzi con disabilità intellettiva e le loro famiglie, che fanno riferimento ad Anffas Torino, stanno trascorrendo una vacanza allegra e spensierata, in un villaggio turistico completamente accessibile e particolarmente sensibile alle esigenze di tutti.

Ormai è un’abitudine coltivare le amicizie nate in Anffas nelle feste (vedi il racconto dell’ultimo Capodanno) e anche nelle vacanze estive. Alcuni ragazzi si sono sistemati insieme in un’unità abitativa indipendente, altri rimangono con genitori, fratelli e sorelle. Ma, al di là della logistica, gioia e divertimento stanno accomunando tutti i partecipanti a questa vacanza di gruppo.

Bagni e giochi in spiaggia, karaoke e balli di gruppo, cene e spettacoli serali: non mancano certo tutti gli elementi tipici di una comoda vacanza in villaggio, ma i genitori del “gruppo Anffas” si sono impegnati anche nell’organizzazione di attività indipendenti, tra cui ha avuto molto successo il laboratorio di recitazione.

Un’esperienza da ripetere, che rientra perfettamente nella filosofia di Anffas Torino, molto attiva nella promozione della cultura del turismo accessibile in collaborazione con la startup a vocazione sociale Cityfriend.

 

 

 

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Progetto “Tip Tapp” per riciclare tappi di sughero

Si chiamata “Tip Tapp” ma nulla ha a che fare con la danza: è la denominazione del progetto con cui Anffas Torino partecipa al bando Vivomeglio, promosso da Fondazione CRT per sostenere iniziative finalizzate a migliorare la qualità della vita e il benessere della persona con disabilità intesa come soggetto che collabora, partecipa, sceglie il proprio progetto esistenziale.

Il progetto, di profonda valenza ecologica, consiste nella raccolta di tappi di sughero (invece dei tradizionali tappi di plastica) e del loro riciclo nella costruzione di pannelli per la coibentazione termica e acustica; saranno raccolte anche le gabbiette che li contengono, il cui metallo è facilmente riutilizzabile.

Questa iniziativa – che sensibilizza alla raccolta differenziata e sottolinea l’utilità del riciclo per ridare una “seconda vita” alle cose – sarà portata avanti in piena autonomia da ragazzi e ragazze con disabilità intellettiva. Muniti di 18 scooter elettrici per disabili, distribuiranno appositi contenitori in bar e ristoranti. Periodicamente passeranno a ritirare la raccolta, per poi seguire in prima persona tutte le fasi del riciclo, ovviamente condotte da aziende specializzate.

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Nuovo progetto: una redazione di ragazzi autistici per una testata giornalistica inclusiva sul mondo del terzo settore

Un progetto di giornalismo inclusivo, con l’obiettivo di costituire una vera e propria redazione di ragazzi autistici ad alto e a medio funzionamento, che abbiano attitudine con il mondo della comunicazione nelle sue varie declinazioni (social, grafica, programmazione, scrittura), insegnando loro come incanalare il corretto tone of voice per curare una vera e propria testata giornalistica inclusiva. Un sito, prima di tutto, con fotografie, video, podcast e una forte interazione social, ma anche con la prospettiva di stampare un giornale cartaceo.

È il nuovo progetto di Anffas Torino, che con questa idea partecipa a Civitates, programma promosso dal Network of European Foundation (NEF) e sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, “unʼiniziativa filantropica per la democrazia e la solidarietà in Europa che promuove la collaborazione fra soggetti della società civile, favorisce il dialogo pubblico e garantisce che tutte le opinioni possano essere ascoltate”.

Uno dei filoni tematici affrontati dal programma Civitates è rivolto al sostegno del giornalismo di interesse pubblico indipendente: Anffas Torino ha chiesto finanziamenti per un progetto di giornalismo inclusivo che sappia raccontare le principali notizie italiane e internazionali sul mondo del sociale e del terzo settore, mettendo in evidenza in particolare storie positive e best practice cui ispirarsi, provando al tempo stesso ad abbattere le barriere attraverso la capacità dei ragazzi stessi di autodeterminarsi, integrarsi e partecipare attivamente al progetto. La finalità di scambio, parola chiave in qualsiasi attività di comunicazione, è particolarmente significativa in un lavoro di questo genere: diventa traino di un innovativo approccio alla disabilità intellettiva, mette i ragazzi nella condizione di apprendere i rudimenti della comunicazione, favorisce percorsi di autonomia e nel contempo di socializzazione.

Anffas con la sua progettualità, fin dalla sua nascita, si è occupata di dare il proprio contributo per migliorare la società in cui viviamo, partendo dalla necessità specifica di permettere ad ogni ragazzo e ragazza con disabilità intellettiva di costruire un proprio percorso di formazione, all’interno del quale condividere esperienze utili alla crescita della persona, dalla maturità fino all’indipendenza. Lo scopo del progetto è quindi promuovere l’integrazione di persone con disabilità, favorendo lo sviluppo della loro autonomia lavorativa, dando supporto concreto ad un problema molto sentito dai genitori, il “dopo di noi”, attraverso la progettazione di un percorso graduale, che parta dal raggiungimento di un’autonomia personale di base per arrivare ad una sempre maggiore indipendenza, tagliando traguardi importanti per il riconoscimento della propria personalità e dei propri diritti.

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Come e perché devolvere il 5 per mille ad Anffas Torino

Perché devolvere il 5 per mille ad Anffas Torino? Per aiutare in modo concreto, senza alcuna spesa aggiuntiva, l’associazione che rappresenta e sostiene le famiglie di persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo.

Un aiuto necessario come non mai in questo periodo di difficoltà sanitaria e sociale dovuto al Covid-19: le persone con disabilità sono state “dimenticate” nella fase 1, dobbiamo fare in modo – tutti insieme – che la musica cambi nella fase 2. Bisogna garantire la massima sicurezza nei centri residenziali, riaprire i centri diurni con altrettanta sicurezza, attivare un’adeguata assistenza domiciliare. Bisogna ridefinire i bisogni e i servizi, attivare percorsi di continuità scolastica e di inserimento lavorativo: fondamentale è quindi il sostegno economico alle famiglie, diretto e tramite defiscalizzazione. Serve una rappresentanza forte e ferma sui tavoli politici e amministrativi.

Anffas Torino non si è fermata un solo giorno, in questo suo impegno per aiutare chi vive situazioni di difficoltà rese ancora più aspre dal difficile periodo che stiamo vivendo. Ora anche tu puoi fare la tua parte, destinando ad Anffas Torino la tua quota del 5 per 1000 e invitando tutti i tuoi parenti, amici e semplici conoscenti a fare altrettanto.

Devolvere il 5 per 1000 non costa nulla; si tratta di un importo che lo Stato, invece di incassare, destina a enti non profit e soggetti che svolgono attività di rilevanza sociale.

Ogni contribuente potrà indicare il destinatario del 5 per mille in due modalità:

  • nell’apposita “Scheda per la scelta della destinazione del 5 per mille dell’Irpef”, allegata al CUD
  • nell’apposito spazio dei modelli 730 o UNICO

Basta la tua firma e il nostro codice fiscale 97622570014.

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Riapertura della sede: la parola d’ordine è prudenza

Prudenza è la parola d’ordine adottata da Anffas Torino per quanto riguarda il percorso verso la riapertura della sede di via Bossi 24 a Torino: per garantire un servizio continuativo alle decine di persone che, nei tempi pre coronavirus, si presentavano in sede per chiedere una consulenza, servirebbe una radicale ristrutturazione della struttura, per garantire le condizioni di massima sicurezza sia al personale Anffas che alle persone, agli amici e alle famiglie che si riconoscono nell’associazione.

Mentre sono allo studio le nuove procedure di sicurezza interna che tengano conto di tutte le normative – anch’esse in continua evoluzione – sulla gestione dell’emergenza sanitaria e un regolamento da distribuire alle famiglie, è già stata effettuata la sanificazione della sede e il personale è stato “educato” sulle normative di prevenzione.

Appena possibile, la sede verrà riaperta solo ed esclusivamente su appuntamento, per pratiche non espletabili a distanza (come per esempio le rendicontazioni, che però al momento sono bloccate). Intanto, come nei mesi di lockdown, gli uffici rimangono pienamente operativi. È sempre possibile contattare il personale Anffas chiamando il numero 011-3810723 nei soliti orari, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, il venerdì dalle 9 alle 13. Attenzione: nel caso in cui risponda la segreteria telefonica, lasciare nome e recapito, verrete richiamati al più presto.

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L’impegno di Anffas Torino: acquistare barche per il pararowing

Attraverso lo sport, le persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo hanno l’opportunità di scoprire nuovi punti di forza, le proprie capacità, e possono mettersi alla prova con successo. Attraverso lo sport trovano gioia, fiducia e soddisfazione, sul campo di gioco e nella vita. È questo il senso degli “Special Olympics”, cui Anffas Torino si impegna da anni. L’ultimo progetto è quello di comprare barche per il canottaggio – o meglio per il pararowing – in collaborazione con la Società canottieri Esperia e con la supervisione di Francesca Grilli.

Se l’attività fisica è fondamentale per il benessere psico-fisico dell’individuo, lo è a maggior ragione per le persone con disabilità, e in particolari con disturbi dello spettro autistico. Lo sport può essere d’aiuto come una vera e propria terapia all’interno dei diversi percorsi riabilitativi: aumenta l’autonomia e la consapevolezza di sé, migliora l’umore, facilita i processi mentali, cognitivi e dinamici, favorisce l’integrazione sociale e offre l’opportunità di interagire e di collegarsi a una rete sociale più ampia.

Gli sport di squadra, come il canottaggio, sono caratterizzati da tre caratteristiche fondamentali: la socializzazione, intesa non solo come la capacità di interagire con gli altri, ma come sforzo comune per il raggiungimento di un risultato; la collaborazione, come scelta di un comportamento che si adatta a tutto quello che fa il gruppo; e l’integrazione, come sentimento di appartenenza del singolo individuo a un tutto.