Evento formativo sulle modalità di apprendimento delle persone con austismo

“Autismi e apprendimento”, evento formativo sulle caratteristiche e modalità di apprendimento delle persone con autismo

Docente la dottoressa Luisa Di Biagio,
“autistica e attivista per i diritti degli autistici”

Si intitola “Autismi e apprendimento” il corso organizzato da Anffas Torino in collaborazione con l’Associazione Ipertesto e rivolto a logopedisti, psicologi, TPNEE (terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva), medici, terapisti occupazionali, docenti, assistenti alla comunicazione, insomma tutte le figure professionali che si rivolgono a persone con disturbo dello spettro autistico, ma aperto anche alle famiglie e a chiunque fosse interessato ad approfondire questa tematica.

Si tratta di un corso formativo che approfondirà le caratteristiche e le modalità di apprendimento delle persone con autismo, tenuto dalla dottoressa Luisa Di Biagio, etologa, psicologa e scrittrice, “autistica, mamma di un bambino autistico e attivista per i diritti degli autistici”, come lei stessa si definisce.

Il suo impegno per far conoscere meglio la condizione autistica è costante e caratterizzato da professionalità e competenza: “Meglio sarebbe affermare che non esistono solo condizioni fisiologiche tipiche o autistiche, ma anche condizioni fisiologiche miste”, è il sunto del suo approccio. “È un corso – spiega – rivolto agli addetti ai lavori, ma grazie all’impegno e alla collaborazione di Anffas è aperto a tutte le persone interessate a parteciparvi. Tratteremo aspetti teorici e tecnici, ma sempre con un occhio al pratico, che svilupperemo tramite workshop, con l’obiettivo di approfondire tecniche di comunicazione efficaci nei confronti degli autistici. Sono argomenti poco conosciuti ma fondamentali, che coinvolgono le famiglie, le istituzioni e anche il mondo della scuola”.

“Autismi e apprendimento”, evento ECM n.3732-234791 Ed.2 che dà 19,6 crediti ECM, si terrà sabato 10 e domenica 11 novembre dalle 9 alle 18, nella sede di Anffas Torino, in via Carlo Bossi 24 a Torino. Gli argomenti del corso diventeranno i contenuti di un e-book di prossima uscita.

“Un blues per Janis”, rock e solidarietà si incontrano a Grugliasco

“Un blues per Janis”, rock e solidarietà si incontrano sabato 24 novembre al Parco Le Serre di Grugliasco

Il ricavato delle offerte servirà per attrezzare un laboratorio di musica dedicato alle persone con disabilità

Quando rock e solidarietà si incontrano, nasce una serata straordinaria all’insegna della musica, del divertimento e della beneficenza. La dodicesima edizione di “Un Blues per Janis” è il concerto organizzato da Anffas Onlus Torino, con il patrocinio della Città di Grugliasco, in programma sabato 24 novembre 2018 a partire dalle 20.45 al Parco “Le Serre”, in via Tiziano Lanza 31 a Grugliasco.

Sul palco si alterneranno Marco Roagna & Friends, Enzo De Gioia, Roberto Munciguerra e tanti altri. Suoneranno anche due band composte anche da persone con disabilità, che già si erano esibite con grande successo in occasione dei Beatles Days 2018, CLG Ensemble e Soul Company, perché la musica è anche uno straordinario strumento che supera le differenze.

Ingresso ad offerta libera, il ricavato sarà impiegato per attrezzare un laboratorio di musica dedicato alle persone con disabilità, nella sede di Anffas Torino, in via Carlo Bossi 24. Una vera e propria sala prove con amplificatori, casse, mixer e strumenti musicali come batteria e tastiere, dove i ragazzi e le ragazze con disabilità potranno coltivare la loro passione per la musica.

Giancarlo D’Errico alla tavola rotonda sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità

Giancarlo D’Errico alla tavola rotonda sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità: “Trasformiamo la legge 68/99 da obbligo a possibilità per tutti, rendiamo premiante in termini economici la responsabilità sociale d’impresaContinua a leggere

Blue Boy: il fumetto che racconta di autismo

Chi è Blue Boy? Incontro con il fumettista e operatore sociale Alessandro Caligaris
sulle tematiche legate all’autismo e al “pensiero per immagini”,

sabato 6 ottobre alle ore 14.30 nell’Antico Teatro ex Poveri Vecchi

Blue Boy, guida all’Infinito chiuso in una stanza” è un fumetto speciale realizzato nel 2017 dal torinese Alessandro Caligaris e pubblicato da Anonima Fumetti, una storia disegnata di blu (il colore dell’autismo) dove si narra l’incontro – all’interno dei laboratori di arte terapia dell’Accademia Albertina di Torino – tra un operatore e tre ragazzi autistici, attraverso un viaggio tra le loro opere. Blue Boy infatti unisce le due attività dell’autore: oltre ai fumetti, infatti, è impegnato da diversi anni nell’arte terapia con pazienti che soffrono di disturbi pervasivi dello sviluppo come l’autismo.

Il fumetto è quindi tratto dall’esperienza quotidiana del suo autore, ma non è inteso come un prodotto per specialisti: l’obiettivo è anzi quello di permettere a tutti di gettare uno sguardo nell’immaginario delle persone con disturbi dello spettro autistico e di aprire uno spazio di condivisione e riflessione sulle problematiche connesse all’autismo.

Chi è Blue Boy?” è il titolo dell’incontro in programma sabato 6 ottobre, dalle 14.30 alle 18.30, presso l’Antico Teatro ex Poveri Vecchi, ingresso da corso Unione Sovietica 220/D a Torino.

Alessandro Caligaris presenta il suo fumetto e ne spiega l’origine e il significato. Nell’occasione verranno esposte le tavole originali del fumetto.

Gli adulti verranno coinvolti in un workshop sull’importanza di tradurre il pensiero in immagini: il “pensiero per immagini” è per definizione il pensiero delle persone autistiche, ma è una modalità propria a tutti, in particolare ai bambini.
I bambini e le bambine dai 5 agli 11 anni invece saranno impegnati in una proposta didattica con specifici laboratori di disegno, gratuiti e gestiti da educatrici professionali; è prevista una merenda con pane e nutella.

La partecipazione è gratuita ma per i laboratori i posto sono limitati, è quindi richiesta la prenotazione.

Biglietti dei Mondiali di Pallavolo e disabilità

La denuncia di Giancarlo D’Errico: “Perché è così difficile, se non impossibile, accedere ai biglietti dei Mondiali di Pallavolo riservati alle persone con disabilità?

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Caso Carlo Martelli: una riflessione su solitudine e responsabilità

Dal tragico episodio di Carlo Martelli nasce una riflessione sulla solitudine delle famiglie con figli che vivono con disabilità

A Carlo Martelli, 69 anni, chirurgo e fondatore di Anfass Abruzzo, vittima di una violenta aggressione da parte di quattro malviventi mentre si trovava nella sua abitazione di Lanciano, insieme alla moglie e al figlio, un ragazzo con disabilità, vanno la nostra vicinanza, il nostro affetto e i migliori auguri di un pronto ritorno a casa. Ma, dalle parole di Carlo Martelli dall’ospedale, emergono delle riflessioni da cui non possiamo esimerci: “Devo tornare a casa per provvedere al futuro di mio figlio”, dice Martelli, sotto la pressione, più che dal desiderio di guarire, della necessità di portare a termine il compito che lui e sua moglie hanno ricevuto in dote dal destino: pensare al domani del loro figliolo, al “dopo di noi”.

Un pensiero sempre presente nella mente dei genitori di ragazzi con disabilità grave-gravissima, ma più vivo e reale, più impellente, quanto ci si trova messi di fronte alla consapevolezza che non è detto che si abbia tutto il tempo di cui si pensava di godere. Che la vita è breve e fugace e può finire in modi e tempi inaspettati. E che quel compito, di cui i genitori hanno tutto il peso e la responsabilità, rischia di rimanere non compiuto: perché, in fin dei conti, le famiglie sono sole, spesso schiacciate dall’urgenza di provvedere ai figli e senza altro sostegno che un’associazione, ma non altri, non la legge, non le istituzioni.

Quando questa consapevolezza affiora e si concretizza, insieme alla certezza del tempo che passa, allora chi è forte come Martelli torna a casa e si ributta nel suo impegno con maggiore energia di prima; ma chi non lo è? Quanto possiamo permetterci che queste famiglie cedano alla disperazione e all’impotenza? Non possiamo, per niente. Anffas lotta con loro e per loro perché chi deve essere al fianco delle famiglie non dimentichi e non tralasci i compiti che sono assegnati dalla legge, dalle norme, e da un po’ di umano buonsenso.

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Rassegna stampa contest “Beatles Days”

Si parla di “Beatles Days” su tante testate: ecco la rassegna stampa aggiornata al 28/08/2018 sul concorso inteddo da Anffas Onlus Torino per promuovere l’integrazione a sostegno di persone e famiglie in difficoltà. Qui il comunicato stampa del concorso e delle giornate di musica del 23 settembre. Continua a leggere

Aperto il concorso rivolto alle band con almeno una persona con disabilità

In occasione della quarta edizione dei “Beatles Days Torino 2018”, in programma sabato 22 e domenica 23 settembre, Anffas Onlus Torino indice un concorso aperto a tutte le band che abbiano almeno una persona con disabilità tra i suoi componenti, per partecipare da protagonisti all’evento.

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La vittoria di Anffas e delle associazioni per il “Piano per la cronicità” della Regione Piemonte

Sospeso il “Piano per la cronicità” della Regione Piemonte, un successo delle associazioni che si occupano delle persone con disabilità e non autosufficienti.

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Nuova legge per la “vita indipendente”

Questa mattina si è tenuto un incontro in Regione Piemonte, con l’Assessore al Welfare Augusto Ferrari, sulla nuova legge per la “vita indipendente”. In una sede davvero inadeguata per le necessità di accessibilità delle persone con disabilità motoria, nella sede dell’Assessorato in via Bertola 34, l’AssessoreFerrari si è confrontato con le Associazioni sull’applicazione della Legge 112 sul dopo di noi e sulle linee-guida per la vita indipendente.

L’Assessore ha proposto la costituzione di un tavolo per il confronto con le Associazioni, anche in vista di una legge ad hoc sulla disabilità che è in fase di stesura da parte dei consiglieri Paolo Alemanno e Enrica Baricco, presenti anche loro alla riunione.

Le norme regionali attualmente in vigore risalgono al 2008: ad oggi una parte dei fondi erogati annualmente per gli interventi sulla disabilità è destinata a progetti di vita indipendente. Dal 2013 si innesta anche l’intervento statale che ha natura sperimentale e quindi agisce tramite bando per i territori con risorse; tali risorse provengono dal fondo nazionale per la non autosufficienza.

Per il 2018 sono stanziati 50 milioni di euro a livello nazionale per la non autosufficienza, fondi che dovrebbero diventare strutturali, cioè costanti nel tempo. Nel 2016/2017 in Regione Piemonte sono stati stanziati circa 9 milioni. Una parte di questi è stata trattenuta per un bando di prossima pubblicazione per interventi strutturali su alloggi destinati a persone non autosufficienti.

Secondo quanto hanno riferito i tecnici dell’Assessorato, 2milioni e 400mila euro per un totale di 207 progetti di vita indipendente sono assegnati agli enti gestori. Da alcuni anni si è innescata anche una sperimentazione per le persone con disabilità intellettiva. L’intenzione è ampliare le linee guida tenendo conto di altre disabilità, ma lo sviluppo finora è andato a rilento in attesa della definizione di linee guida nazionali.

A questo punto è necessario fare alcune considerazioni.

  1. Poiché i fondi sono stati erogati agli enti gestori, le Associazioni avrebbero dovuto essere coinvolte nella definizione delle modalità di impiego: purtroppo questo non è successo. Ancora pochi, inoltre, sono i progetti individuali realizzati, ma non solo: le modalità con cui sono redatti non sono conformi allo spirito della Legge 112, in quanto non affrontano le necessità della persona con disabilità nell’arco di tutta la sua vita.
  2. La vita indipendente non è soltanto la presenza di una badante, ci sono molte altre circostanze e necessità per l’autonomia che esulano dalla presenza di una persona: troppo frequentemente i progetti di vita indipendente si limitano soltanto a prevedere l’assistenza.
  3. I fondi nazionali, inoltre, sono sperimentali, devono servire per aprire nuove progettualità. Se vengono utilizzati per mantenere i progetti già operativi, l’unico modo per attivarne di nuovi è aspettare qualche decesso. Soprattutto, è necessario attivare progetti anche per persone con disabilità intellettiva, non soltanto motoria.
  4. Se, poi, la legge parla di co-progettazione, questo significa che le ASL devono venire a parlare con le Associazioni, le famiglie, i medici, per iniziare a scrivere insieme questi progetti. Finora questo non è quasi mai successo.
  5. Buona parte dei sostegni di cui si parla per la vita indipendente sono contemplati nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e come tali sono obbligatori e indifferibili: temporeggiare ulteriormente non solo è ingiusto, ma anche illegale.

Questi sono punti di partenza su cui iniziare a discutere e lavorare. Ci auguriamo che l’Assessore non si lasci sfuggire l’occasione.