Persone su una panchina guardano l'orizzonte
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Aprirà a gennaio lo sportello di progettazione individualizzata sul “Durante Noi, Dopo di Noi”

Finalmente ci siamo: dopo un anno di lavoro, aprirà a gennaio lo sportello che si occuperà della progettazione in merito al cosiddetto “Durante Noi, Dopo di Noi”, ovvero di redigere progetti individuali che consentano di concretizzare l’accesso alle misure previste dalla legge 112/16 alle singole persone con disabilità e alle loro famiglie.

Nella sede di Anffas Torino verrà ospitato uno dei 35 sportelli che verranno aperti su tutto il territorio nazionale all’interno del progetto “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere” promosso da Anffas. Sono state formate due equipe che inizieranno a gennaio, come detto, con la stesura dei primi progetti.

Chi fosse interessato può scrivere alla mail segreteria@anffas.torino.it.

Riportiamo un esauriente articolo sull’argomento tratto dal sito www.vita.it.

“Liberi di scegliere… dove e con chi vivere”: è questo il titolo del nuovo progetto di Anffas, partito lo scorso settembre. Diciotto mesi per mettere in campo iniziative volte a fornire alle persone con disabilità e ai loro familiari accoglienza, supporto, formazione e informazione per dare concreta attuazione alla legge 112/16, conosciuta anche come legge sul “Durante Noi, Dopo di Noi”. È argomento per cui l’Associazione da sempre opera: già nel 1958, anno di fondazione di Anffas, i genitori delle persone con disabilità intellettive si chiedevano “chi si prenderà cura di mio figlio quando noi non ci saremo più?”. La presentazione ufficiale del progetto, finanziato dal Ministero del lavoro e politiche sociali per l’annualità 2018 a valere sul Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore di cui all’art.72 del decreto legislativo n.117/2017, si è svolta lo scorso 14 febbraio a Roma.

Con questa nuova iniziativa, Anffas vuole sperimentare percorsi di autonomia e vita indipendente tali da consentire un progressivo distacco, non in condizioni emergenziali, dalla famiglia di origine e favorendo allo stesso tempo il potenziamento della rete di infrastrutturazione sociale con il coinvolgimento di soggetti pubblici ed Enti del Terzo Settore. Alla base di “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere” vi è la chiara consapevolezza della necessità di sperimentare e rendere operativi nuovi strumenti e nuove competenze, professionalità e risorse per garantire un sostegno adeguato alle persone con disabilità nel momento in cui le loro famiglie non risultino più in grado di fornirlo, andando però a scardinare il sistema di standardizzazione del supporto in questione, a cui purtroppo ancora oggi le persone con disabilità sono sottoposte, e ripensando i sostegni a loro dedicati seguendo la variabilità e la complessità dei loro bisogni, e quindi in un’ottica di personalizzazione di progetti, risorse, interventi attivati e da attivare.

La L.112/16 è un tentativo concreto di risposta, ma ad oggi il sistema di presa in carico non garantisce ancora l’accesso. L’attuazione della L.112/16, infatti, sta evidenziando che la legge da sola, in assenza di adeguati strumenti e modelli da seguire, non è sufficiente a garantire le adeguate risposte attese, con conseguenti discriminazioni di varia natura. Per questo nasce il progetto di Anffas: per individuare innovativi strumenti, luoghi ed attori che possano integrarsi efficacemente, in ottica sinergica nel sistema esistente ed in modo sussidiario rispetto all’ente pubblico.

In particolare gli obiettivi del progetto sono:

  • sperimentare forme congiunte di organizzazione e funzionamento dei punti unici di accesso (PUA) per la realizzazione del Progetto di Vita di cui all’art. 14 della L.328/00
  • sperimentare la costituzione di sportelli (35 sportelli su tutto il territorio) per la progettazione individualizzata per il concreto accesso alle misure previste dalla L.112/16
  • coinvolgere persone con disabilità e famiglie (nello specifico, 350 persone con disabilità tra i 18 e i 64 anni e 700 genitori e familiari tra i 35 e gli 85 anni) in un percorso di empowerment e partecipazione attiva ai vari momenti della valutazione multidimensionale, della progettazione individualizzata e di implementazione dei diversi sostegni ed interventi unitamente ad operatori del settore pubblico e privato
  • formare i componenti delle Unità di Valutazione Multidimensionale (nello specifico professionisti, operatori e tecnici di età compresa tra i 20 e 67 anni) sull’utilizzo di sistemi avanzati e validati scientificamente in grado di realizzare la valutazione multidimensionale dei bisogni e degli esiti rispetto ai vari e diversi domini della Qualità della Vita
  • sperimentare forme integrate di costruzione e gestione del budget di progetto con connessa implementazione del case manager

Tra i risultati che il progetto si propone di raggiungere vi sono anche una raccolta sistematica nazionale sulle misure previste dalla Legge 112/16 (buone pratiche, pratiche promettenti, percorsi di emancipazione, autonomia e vita indipendente, ecc.), linee guida e manuali sull’implementazione della Legge 112/16 rivolti a operatori del settore e componenti delle equipe multidisciplinari, persone con disabilità, familiari, ecc.), raccomandazioni per i responsabili dei servizi e decisori politici, almeno 35 sportelli per la progettazione individualizzata e la vita indipendente attivati e sperimentati, un big-data con la raccolta di tutti i dati relativi ai singoli progetti realizzati nel corso dell’iniziativa, almeno 5.000 destinatari indiretti sensibilizzati ed informati in merito alle possibilità offerte dalla legge 112/16, con priorità a quelli maggiormente coinvolti dalla tematica.

Gruppo di medici in camice bianco
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Chi è e cosa fa il medico rappresentante Anffas?

Anffas Torino ringrazia il dottor Franco Rappelli, che lascia il suo incarico di medico di categoria per la nostra associazione, lavoro svolto con dedizione e professionalità per quasi quarant’anni.

Ma chi è e cosa fa il medico rappresentante Anffas?
Ecco la spiegazione tratta dal sito nazionale www.anffas.net (qui il link).

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 1 comma 3 della Legge n. 295/1990 e dell’art. 20 della Legge 102 del 3 agosto 2009, Anffas Onlus rappresenta – in seno alle Commissioni di I grado (integrate Asl/Inps) e di II grado (Inps) e alle Commissioni uniche per l’accertamento dell’invalidità civile, stato di handicap e disabilità – le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e, pertanto designa i propri medici rappresentanti “di categoria” su tutto il territorio nazionale al fine di garantire che siano rispettati i diritti delle persone con disabilità che si sottopongono a visita.

Il medico rappresentante Anffas è un medico, regolarmente iscritto all’ordine dei medici chirurgi, preferibilmente in possesso di specializzazioni e profili ad hoc (es. neurologia, neuropsichiatria, neuropsichiatri infantile, ecc.), che ha acquisito specifiche e adeguate competenze ed effettiva conoscenza delle condizioni, necessità, e peculiarità relativamente alla disabilità intellettiva e/o relazionale, anche in chiave medico legale.

Il medico, una volta formalmente designato da Anffas Onlus e convocato dall’Asl e/o Inps di competenza, è chiamato a partecipare a tutte le riunioni nelle quale sono state calendarizzate visite rientranti nelle disabilità e rientranti nell’elenco di seguito scaricabile al fine di garantire che le persone con disabilità intellettiva sottoposte a visita siano correttamente valutate e supportate a garanzia del rispetto dei propri diritti.

Elenco patologie Anffas

Disegno famiglia con persona con disabilità
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Ufficio Pubblica Tutela, a novembre interviste conoscitive con le famiglie di Anffas Torino

Nell’ambito del progetto “La cultura dei diritti”, a breve i soci di Anffas Torino verranno contattati dall’Ufficio Pubblica Tutela, nello specifico dagli avvocati Alessandro Manzo e Marta Perrulli, che stanno collaborando col nostro Servizio SAI?, per un’intervista volta a sondare le conoscenze delle famiglie circa gli strumenti di tutela e protezione giuridica per le persone fragili, quali per esempio i disabili intellettivi.

Queste interviste consentiranno all’Ufficio Pubblica Tutela, nell’ambito della propria funzione di coordinamento e monitoraggio, di individuare un campione significativo di famiglie che giornalmente devono relazionarsi con i propri parenti con disabilità intellettiva, analizzando la consapevolezza delle stesse famiglie rispetto alle potenzialità offerte dalla tutela/amministrazione di sostegno.

La raccolta di informazioni costituirà un valido aiuto per conoscere la situazione in atto, al fine di attivare migliori soluzioni per la protezione dei soggetti sottoposti a provvedimenti di tutela giuridica, nonché per consolidare il ruolo di service svolto in collaborazione da Anffas Torino e dalla pubblica amministrazione.

COLLABORAZIONE CON LA FEDERAZIONE MALATTIE RARE INFANTILI

A questo proposito, Anffas Torino sta studiando una protocollo di intesa con la Federazione Malattie Rare Infantili, per attivare un servizio di informazione dedicato proprio alla tutela e alla protezione giuridica delle persone fragili. La collaborazione tra le due associazioni è già in atto: lo scorso 20 maggio è stato organizzato in sinergia il convegno online “Il sostegno alla vita adulta: disabilità, malattie rare e complesse” (clicca qui per il resoconto).

La prossima tappa sarà un servizio informativo curato da Anffas, con delle FAQ pubblicate sul sito della FMRI e con la disponibilità di attivare consulenze dirette. Il questionario proposto dall’Ufficio Pubblica Tutela ai soci di Anffas servirà anche per migliorare questo servizio.

Ragazzi che suonano strumenti musicali
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Nasce un nuovo progetto: laboratori musicali per ragazzi con disabilità

Un nuovo progetto, legato alla musica, sta nascendo in seno ad Anffas Torino: si tratta di un laboratorio musicale rivolto ai ragazzi con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo, che si terrà nella sede di via Bossi 24 a Torino. Almeno in una prima fase, il laboratorio si avvarrà di istruttori volontari, persone che conoscano la musica e abbiano voglia di insegnare a piccoli gruppi di ragazzi a suonare uno strumento.

Domani, mercoledì 2 settembre, ci sarà il primo incontro preliminare, con una decina di ragazzi coinvolti e un genitore, chitarrista per passione, che metterà a loro disposizione le sue conoscenze musicali. Verranno strutturati, in base alle adesioni e alle disponibilità, delle classi di 3 o 4 ragazzi che periodicamente si riuniranno per iniziare un percorso di avvicinamento alla musica, che con il tempo potrà diventare un corso professionale.

Chi è interessato a partecipare ai laboratori musicali e chi abbiamo voglia di mettere a disposizione degli altri le sue conoscenze musicali, è invitato a contattare Anffas Torino al telefono 011-3810723 o alla mail segreteria@anffas.torino.it.

PERCHE’ UN LABORATORIO MUSICALE?

Senza voler entrare nel campo della musicoterapia, disciplina che richiede la partecipazione di personale adeguatamente formato, la musica è un linguaggio capace di comunicare, trasmettere emozioni, percezioni, informazioni, contenuti.

Le persone con disabilità intellettiva e relazionale, che spesso hanno difficoltà nell’utilizzare il sistema di comunicazione convenzionale, possono trovare nella musica un mezzo per interagire con gli altri, esprimere emozioni e bisogni, liberarsi dallo stress, dare sfogo alla propria creatività. Nello stesso tempo, la musica esercita l’autocontrollo, insegna le regole di utilizzo dello strumento e di convivenza con gli altri, perché suonare in compagnia è sempre più bello.

Candela lutto
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Lutto – Si è spento a 84 anni Giovanni Piana. Vicini al dolore della sorella Angiolina

È mancato il 16 agosto, all’età di 84 anni, Giovanni Piana, la cui famiglia è da sempre è da sempre vicina ad Anffas Torino. Giovanni, da sempre disabile con un gravissimo ritardo mentale provocato da una anossia, è stato assistito per tutta la vita dalla sorella Angiolina, con una dedizione e un amore davvero straordinari.

Ricoverato alla metà di luglio per una emorragia cerebrale, Giovanni è rimasto in ospedale per quasi un mese senza poter avere il conforto di un familiare. Per chi è impossibilitato a comprendere le ragioni di un forzato allontanamento dalle persone care, un periodo di ricovero nelle condizioni imposte dalla pandemia difficilmente può essere interpretato diversamente da un abbandono. È stato un periodo straziante per tutti.

Fortunatamente la sorella Angiolina, membro storica della grande famiglia di Anffas, si è prodigata per riuscire a riportarlo a casa, dove si è spento nel suo letto il 16 agosto, all’età di 84 anni.

L’Anffas Torino partecipa al dolore di Angiolina, che si è dedicata per una vita ad accudire e proteggere il fratello, e porge le sue più sentite condoglianze alla famiglia Piana.

Incontro nella Sede Anffas Torino
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Chiusura estiva da sabato 8 a domenica 23 agosto compresi

Gli uffici e la sede sede di Anffas Torino osserveranno due settimane di chiusura estiva, da sabato 8 a domenica 23 agosto compresi.

In quel periodo, per le urgenze sarà comunque attiva la segreteria telefonica al numero 011-3810723: lasciate nome e recapito, verrete richiamati al più presto.

Rimangono pienamente operativi il centro residenziali e il centro diurno di via Fiesole e il centro diurno di via De Santis.

Da lunedì 24 agosto, le attività di Anffas Torino ricominceranno a pieno regime.

Ragazzi Anffas al mare
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Anffas vuol dire amicizia: una vacanza da ricordare a Tortoreto Lido

Tortoreto Lido, provincia di Teramo, Abruzzo. È qui che nove ragazzi con disabilità intellettiva e le loro famiglie, che fanno riferimento ad Anffas Torino, stanno trascorrendo una vacanza allegra e spensierata, in un villaggio turistico completamente accessibile e particolarmente sensibile alle esigenze di tutti.

Ormai è un’abitudine coltivare le amicizie nate in Anffas nelle feste (vedi il racconto dell’ultimo Capodanno) e anche nelle vacanze estive. Alcuni ragazzi si sono sistemati insieme in un’unità abitativa indipendente, altri rimangono con genitori, fratelli e sorelle. Ma, al di là della logistica, gioia e divertimento stanno accomunando tutti i partecipanti a questa vacanza di gruppo.

Bagni e giochi in spiaggia, karaoke e balli di gruppo, cene e spettacoli serali: non mancano certo tutti gli elementi tipici di una comoda vacanza in villaggio, ma i genitori del “gruppo Anffas” si sono impegnati anche nell’organizzazione di attività indipendenti, tra cui ha avuto molto successo il laboratorio di recitazione.

Un’esperienza da ripetere, che rientra perfettamente nella filosofia di Anffas Torino, molto attiva nella promozione della cultura del turismo accessibile in collaborazione con la startup a vocazione sociale Cityfriend.

 

 

 

Tappi di Sughero
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Progetto “Tip Tapp” per riciclare tappi di sughero

Si chiamata “Tip Tapp” ma nulla ha a che fare con la danza: è la denominazione del progetto con cui Anffas Torino partecipa al bando Vivomeglio, promosso da Fondazione CRT per sostenere iniziative finalizzate a migliorare la qualità della vita e il benessere della persona con disabilità intesa come soggetto che collabora, partecipa, sceglie il proprio progetto esistenziale.

Il progetto, di profonda valenza ecologica, consiste nella raccolta di tappi di sughero (invece dei tradizionali tappi di plastica) e del loro riciclo nella costruzione di pannelli per la coibentazione termica e acustica; saranno raccolte anche le gabbiette che li contengono, il cui metallo è facilmente riutilizzabile.

Questa iniziativa – che sensibilizza alla raccolta differenziata e sottolinea l’utilità del riciclo per ridare una “seconda vita” alle cose – sarà portata avanti in piena autonomia da ragazzi e ragazze con disabilità intellettiva. Muniti di 18 scooter elettrici per disabili, distribuiranno appositi contenitori in bar e ristoranti. Periodicamente passeranno a ritirare la raccolta, per poi seguire in prima persona tutte le fasi del riciclo, ovviamente condotte da aziende specializzate.

Pila di giornali
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Nuovo progetto: una redazione di ragazzi autistici per una testata giornalistica inclusiva sul mondo del terzo settore

Un progetto di giornalismo inclusivo, con l’obiettivo di costituire una vera e propria redazione di ragazzi autistici ad alto e a medio funzionamento, che abbiano attitudine con il mondo della comunicazione nelle sue varie declinazioni (social, grafica, programmazione, scrittura), insegnando loro come incanalare il corretto tone of voice per curare una vera e propria testata giornalistica inclusiva. Un sito, prima di tutto, con fotografie, video, podcast e una forte interazione social, ma anche con la prospettiva di stampare un giornale cartaceo.

È il nuovo progetto di Anffas Torino, che con questa idea partecipa a Civitates, programma promosso dal Network of European Foundation (NEF) e sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, “unʼiniziativa filantropica per la democrazia e la solidarietà in Europa che promuove la collaborazione fra soggetti della società civile, favorisce il dialogo pubblico e garantisce che tutte le opinioni possano essere ascoltate”.

Uno dei filoni tematici affrontati dal programma Civitates è rivolto al sostegno del giornalismo di interesse pubblico indipendente: Anffas Torino ha chiesto finanziamenti per un progetto di giornalismo inclusivo che sappia raccontare le principali notizie italiane e internazionali sul mondo del sociale e del terzo settore, mettendo in evidenza in particolare storie positive e best practice cui ispirarsi, provando al tempo stesso ad abbattere le barriere attraverso la capacità dei ragazzi stessi di autodeterminarsi, integrarsi e partecipare attivamente al progetto. La finalità di scambio, parola chiave in qualsiasi attività di comunicazione, è particolarmente significativa in un lavoro di questo genere: diventa traino di un innovativo approccio alla disabilità intellettiva, mette i ragazzi nella condizione di apprendere i rudimenti della comunicazione, favorisce percorsi di autonomia e nel contempo di socializzazione.

Anffas con la sua progettualità, fin dalla sua nascita, si è occupata di dare il proprio contributo per migliorare la società in cui viviamo, partendo dalla necessità specifica di permettere ad ogni ragazzo e ragazza con disabilità intellettiva di costruire un proprio percorso di formazione, all’interno del quale condividere esperienze utili alla crescita della persona, dalla maturità fino all’indipendenza. Lo scopo del progetto è quindi promuovere l’integrazione di persone con disabilità, favorendo lo sviluppo della loro autonomia lavorativa, dando supporto concreto ad un problema molto sentito dai genitori, il “dopo di noi”, attraverso la progettazione di un percorso graduale, che parta dal raggiungimento di un’autonomia personale di base per arrivare ad una sempre maggiore indipendenza, tagliando traguardi importanti per il riconoscimento della propria personalità e dei propri diritti.

Campagna 5x1000 Anffas Locandina
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Come e perché devolvere il 5 per mille ad Anffas Torino

Perché devolvere il 5 per mille ad Anffas Torino? Per aiutare in modo concreto, senza alcuna spesa aggiuntiva, l’associazione che rappresenta e sostiene le famiglie di persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo.

Un aiuto necessario come non mai in questo periodo di difficoltà sanitaria e sociale dovuto al Covid-19: le persone con disabilità sono state “dimenticate” nella fase 1, dobbiamo fare in modo – tutti insieme – che la musica cambi nella fase 2. Bisogna garantire la massima sicurezza nei centri residenziali, riaprire i centri diurni con altrettanta sicurezza, attivare un’adeguata assistenza domiciliare. Bisogna ridefinire i bisogni e i servizi, attivare percorsi di continuità scolastica e di inserimento lavorativo: fondamentale è quindi il sostegno economico alle famiglie, diretto e tramite defiscalizzazione. Serve una rappresentanza forte e ferma sui tavoli politici e amministrativi.

Anffas Torino non si è fermata un solo giorno, in questo suo impegno per aiutare chi vive situazioni di difficoltà rese ancora più aspre dal difficile periodo che stiamo vivendo. Ora anche tu puoi fare la tua parte, destinando ad Anffas Torino la tua quota del 5 per 1000 e invitando tutti i tuoi parenti, amici e semplici conoscenti a fare altrettanto.

Devolvere il 5 per 1000 non costa nulla; si tratta di un importo che lo Stato, invece di incassare, destina a enti non profit e soggetti che svolgono attività di rilevanza sociale.

Ogni contribuente potrà indicare il destinatario del 5 per mille in due modalità:

  • nell’apposita “Scheda per la scelta della destinazione del 5 per mille dell’Irpef”, allegata al CUD
  • nell’apposito spazio dei modelli 730 o UNICO

Basta la tua firma e il nostro codice fiscale 97622570014.