Strisce blu gratis nel centro di Torino

Le persone con disabilità titolari di contrassegno, ma prive di auto o patente, potranno parcheggiare o far parcheggiare gratuitamente l’auto dei loro accompagnatori in tutte le aree di sosta a pagamento, senza alcuna limitazione oraria.

Non sarà pertanto più necessario richiedere a Gtt il rilascio dell’attestato con validità annuale e l’unica condizione sarà l’esposizione nella parte anteriore del veicolo del contrassegno di parcheggio per disabili (permesso H), in modo che sia chiaramente visibile per i controlli.

La modifica della disciplina è stata approvata a fine gennaio dalla giunta comunale, su proposta dell’assessora alla Mobilità Maria Lapietra. “Consentire di uscire e muoversi facilmente in città può contribuire a raggiungere in maniera sempre più efficace l’inclusione sociale delle persone con disabilità: l’approvazione di questa disposizione va in questa direzione”, ha spiegato Lapietra.

Riavvolgiamo il nastro. Il Comune di Torino, in un primo tempo, aveva riconosciuto solo ai disabili muniti di patente e di autovettura uno speciale permesso gratuito per il parcheggio sulle strisce blu nel centro cittadino, consentendo agli altri disabili di poter fruire del medesimo permesso solo ove in grado di documentare frequenti accessi nel centro cittadino per lo svolgimento di attività lavorative, di assistenza e cura. Tale delibera è stata ritenuta discriminatoria dalla Suprema corte di Cassazione con l’ordinanza 24936/2019, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 67 del 2006, secondo la quale “si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone”. Nello specifico, ad essere discriminate erano i disabili non muniti di patente né proprietari di autoveicolo.

Le associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità si erano mobilitate contro questa delibera: “Il titolare del diritto è una persona, non un’automobile”, aveva tuonato Giancarlo D’Errico. Il dietrofront del Comune di Torino, in questo senso, rappresenta una loro vittoria.