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La storia di Anffas: la straordinaria figura di Mirella Antonione Casale

Mirella Antonione Casale. Un nome che pochi conoscono, nonostante nel 2019 la RAI le abbia dedicato una fiction, “La classe degli asini”. Una figura fondamentale nell’evoluzione della scuola italiana: se oggi si può definire inclusiva, nei confronti dei bambini e delle bambine con disabilità ma anche in un senso più ampio, è stata lei ad aprire la strada. Una pietra miliare nella storia di Anffas, di cui è diventata presidente della sezione torinese nel 1967.

Nata nel 1925 a Torino, Mirella Antonione Casale – insegnante e mamma di una bambina con gravi danni celebrali dovuti all’influenza asiatica – ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti dei bambini con disabilità e alla loro inclusione nella scuola e, più in generale, nella società. Nel fermento degli anni Sessanta e Settanta, è stata una figura fondamentale in questo lungo e difficile percorso, insieme a don Lorenzo Milano, che nella sua “Lettera ad una professoressa” invocava “una scuola di tutti”, e allo psichiatra veneto Franco Basaglia, che teorizzava la chiusura di manicomi, istituti psichiatrici, orfanotrofi. Il concetto di “segregare” i diversi era lo stesso delle scuole speciali e delle classi differenziali, dove i bambini venivano abbandonati senza nessuna prospettiva di miglioramento. Era una questione etica, che partiva dalla considerazione – oggi scontata, allora un po’ meno – che la persona con disabilità è un essere umano come tutti gli altri, con le sue peculiarità, i suoi desideri, il suo bisogno di socialità.

Partendo dalla sua esperienza personale, Mirella Antonione Casale apre un centro diurno sotto il cappello di Anffas, dove i ragazzi e le ragazze con disabilità studiano e migliorano. Nel contempo intraprende il cammino che porterà all’inserimento dei bambini nella scuola pubblica, nonostante la mancanza di strutture e di preparazione da parte degli insegnanti, e soprattutto una profonda diffidenza sociale. Le tappe di questo cammino riguardano la collaborazione con le strutture socio-sanitarie, il coinvolgimento delle famiglie, la formazione del corpo docenti e l’introduzione di figure specifiche come gli insegnanti di sostegno. Un percorso che rispetta il dettato della Costituzione: all’articolo 34 «la scuola è aperta a tutti» e all’articolo 38 «gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale».

Se con la Legge n. 118/71 si può parlare di inserimento degli alunni con disabilità, che devono adempiere l’obbligo scolastico nelle scuole comuni (ad eccezione di quelli più gravi fra i quali si consideravano ciechi, sordi, intellettivi e motori gravi), il passaggio successivo è quello della vera e propria integrazione, che sarà poi definito dalla Legge n. 517/77. Qui il contributo di Mirella Antonione Casale e dell’Anffas è fondamentale, nello studio sulla disabilità, nel supporto alle famiglie, nella sollecitazione degli enti pubblici, nella collaborazione alla formazione professionale. In una parola, nella difesa dei diritti delle persone con disabilità.

Il passaggio successivo nella battaglia di civiltà portata avanti da Anffas e da Mirella Antonione Casale riguarda il futuro dei bambini con disabilità dopo la scuola dell’obbligo, ovvero la formazione professionale e l’inserimento lavorativo per qualcuno, la disponibilità di centri diurni e residenziali per i più gravi. È l’anticamera della Legge n. 104/92, che inserisce l’integrazione scolastica come parte di un più ampio processo di integrazione sociale, in cui è necessaria la cooperazione di famiglia, istituzioni, enti e figure specializzate. È un ulteriore, fondamentale passaggio: dall’inserimento all’integrazione, dall’integrazione all’inclusione, principio oggi fondamentale nella lotta per la tutela dei diritti – collettivi e personali – delle persone con disabilità.

Alleghiamo un approfondimento sulla figura di Mirella Antonione Casale scritto da Maria Levita per i Quaderni di Intercultura nel 2019 con una ricca biografia.